Semi lockdown in Alto Adige? “Facciamo come in Germania”. FdI: “Traditori dell’Italia”

Verso il semi lockdown in Alto Adige, il presidente Kompatscher finora permissivo cambia idea: “Oltre l’ultimo Dpcm” per uniformarsi a Germania e Austria

di remar

Anche l’Alto Adige serra i ranghi per contrastare la seconda ondata di coronavirus. Il giorno dopo l’annuncio della Germania di procedere a un semi lockdown dal 2 novembre, con misure simili a quelle adottate in Italia con il Dpcm del 25 ottobre (forse anche più restrittive ad esempio per la ristorazione), il presidente altoatesino Arno Kompatscher dice: “Non ritiro l’ordinanza, ma alla luce dell’andamento epidemiologico la situazione è superata. Ci muoviamo in linea con la Germania e l’Austria”. Come dire: decidiamo dopo le loro decisioni, adottandole anche noi.

Semi lockdown in Alto Adige dal 31 ottobre

Kompatscher si riferisce all’ultima ordinanza da lui emessa e che prevedeva, rispetto alle misure nazionali, una linea più permissiva per ristoranti e cinema. Ora addirittura il governatore fa capire che da sabato 31 ottobre sarà semi lockdown in Alto Adige, con una stretta che andrà “oltre l’ultimo Dpcm del governo”, fin qui peraltro disatteso, prendendo anzi misure in aperto contrasto su ristorazione e sale cinema.

“Dobbiamo intervenire ora e sfruttare la settimana di ferie scolastiche in Alto Adige, per salvaguardare il lavoro e le attività economiche principali e la scuola” spiega Kompatscher precisando che le nuove misure saranno note nelle prossime ore e aggiungendo solo che le restrizioni relative al semi lockdown in Alto Adige riguarderanno “il tempo libero e le situazioni a rischio”. Nei comuni focolaio sono previste misure ancora più rigide.

FdI contro Kompatscher

Fratelli d’Italia non ci sta: “Sono estremamente gravi le affermazioni odierne del governatore Arno Kompatscher, che ha annunciato per l’Alto Adige l’adesione a misure restrittive messe in campo da altri governi. La Lega si dissoci” dice Francesco Lollobrigida, capogruppo di FdI alla Camera dei deputati.

Secondo Lollobrugida: “La SVP, in un momento di debolezza e fragilità di questa nostra Nazione, getta la maschera e guarda a Vienna e Berlino come riferimento, piuttosto che a Roma. Vanno isolati così come va condannato fermamente, senza se e senza ma, il segnale politico e culturale che vogliono far passare. Questa gente tradisce l’Italia e come tale va considerata”. Evviva l’unità.

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