L’Alto Adige si allontana dal nuovo DPCM: cinema e teatri aperti, ristoranti chiusi dalle 22

L’Alto Adige recepisce il nuovo DPCM e apporta alcune modifiche con un po’ di criterio in più rispetto alla stretta nazionale. Ecco cosa cambia.

Nel giorno in cui è entrato in vigore il nuovo DPCM in tutta Italia, c’è chi si allontana un po’ dalle misure restrittive e prova ad allargare le maglie. È il caso dell’Alto Adige, che in quanto Provincia Autonoma ha questa possibilità rispetto al resto del Paese.

E così, subito dopo la firma del nuovo DPCM, il Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano e Commissario Speciale per l’emergenza COVID-19 Arno Kompatscher ha firmato una nuova ordinanza andando a correggere i punti ritenuti incompatibili con la situazione dell’epidemia in Alto Adige.

Cosa cambia in Alto Adige?

L’ordinanza n. 49, in vigore in tutto il territorio provinciale fino al 24 novembre prossimo, conferma il coprifuoco dalle 23 alle 5 con le stesse eccezioni che valgono per tutta Italia, e ribadisce la raccomandazione ai cittadini a non spostarsi se non per necessità, ma sposta in avanti l’orario di chiusura di bar e ristoranti: i bar potranno chiudere alle 20, mentre per i ristoranti è stato preso in considerazione anche il turno serale per la cena e la chiusura è stata fissata alle 22.

Palestre, piscine e centri benessere sono chiusi al pubblico con effetto immediato, ma a differenza di quanto disposto a livello nazionale in Alto Adige si è deciso di non sospendere le attività culturali:

Gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche sono consentiti nel rispetto delle misure di sicurezza […] e con il numero massimo di 200 spettatori.

Centri commerciali chiusi nel fine settimana

E se sulla cultura si è deciso di essere meno restrittivi che nel resto dell’Italia, la stretta è arrivata sui negozi e i centri commerciali, stabilendo quello che il governo italiano non ha avuto il coraggio di fare: chiuderli il sabato e la domenica, togliendo così ai cittadini che non recepiscono l’invito a spostarsi il meno possibile un’occasione in più per recarsi in luoghi potenzialmente affollati.

Le attività commerciali al dettaglio si svolgono nel rispetto delle misure di sicurezza di cui all’allegato A della legge provinciale 08.05.2020, n. 4 e, salvo farmacie, parafarmacie, edicole e tabaccherie, rimangono chiuse nei giorni festivi e di domenica. […] i centri commerciali ai sensi del codice del commercio provinciale (legge provinciale 2 dicembre 2019, n. 12) rimangono chiusi anche il sabato, ad eccezione delle attività di ristorazione e di vendita di generi alimentari.

Didattica a distanza al 50%

Dopo aver portato la didattica a distanza al 30% con l’ordinanza del 22 ottobre scorso, il nuovo testo interviene anche lì e porta quella percentuale al 50%, sempre relativamente alle scuole del secondo ciclo: “l’insegnamento in presenza e la didattica a distanza si alternano fino al massimo del 50% del numero di studenti“.

I Video di Blogo

Ultime notizie su Coronavirus

Tutto su Coronavirus →