Enrico Letta incontra Matteo Renzi: “non è tempo di rancori personali”

Il neosegretario del Partito Democratico ha incontrato il leader di Italia Viva che dice “non voglio stare né con Salvini e Meloni, né coi grillini”.

L’ultima volta che si sono visti, uno esibiva un sorriso colpevole, l’altro uno sguardo funereo. Uno stava diventando presidente del Consiglio, l’altro gli cedeva la poltrona, pugnalato alle spalle con un tweet.

Sette anni dopo quel 2014, Matteo Renzi ed Enrico Letta si sono incontrati, tutti e due decisamente cambiati. Dopo l’ascesa e caduta del Partito Democratico, dopo la cosiddetta congiura dei 101 che ha impedito l’lezione al Quirinale di Romano Prodi e dopo le scissioni di Bersani prima e dello stesso Renzi con Italia Viva poi.

È cambiato il mondo ma soprattutto sono cambiati loro. Oggi, Matteo guida un partito che a stento supera il 2% dei consensi nei sondaggi, Enrico è stato appena eletto segretario del Pd. Renzi viene accusato per le sue amicizie e i suoi viaggi in terra d’Arabia, Letta è tornato da Parigi per inseguire il sogno di un nuovo Ulivo.

Il loro incontro è avvenuto questa mattina, nella sede dell’Arel (l’Agenzia di ricerche e legislazione) che Letta considera una specie di seconda casa.

Il colloquio è durato 40 minuti, ed è stato definito da entrambi “franco e cordiale” (“molto franco e molto cordiale”, ha ripetuto in seconda battuta Renzi intervistato su La7 a l’Aria che tira).

I due – spiegano fonti del Nazareno – hanno fatto un’analisi a tutto campo concentrandosi subito sulla pandemia e la campagna vaccinale.

Sbrigato questo ‘convenevole’, però, sono subito emersi i punti di disaccordo: l’alleanza con il MoVimento 5 Stelle, in primis, e la figura di Giuseppe Conte in particolare. Il senatore di Rignano ha subito posto il veto sull’avvocato e sul Movimento, alleanza che invece – come noto – Enrico Letta considera fondamentale in chiave anti Fdi e Lega.

LE PAROLE DI RENZI

“Abbiamo un’opinione diversa, – continua Renzi nel programma condotto da Myrta Merlino –  questo era noto: il posizionamento che immagino da qui al 2023 è che non voglio stare né con Salvini e Meloni a destra, né coi grillini e i populisti a sinistra”.

 “Letta cerca un’alleanza strategica con M5S e Conte – continua -, vedremo chi avrà ragione da qui ai prossimi due anni”.

E quando gli si chiede se trova cambiato il M5S risponde: “No, penso solo che siano molto divisi, più di noi o del Pd. Facciano quello che credono. Sono nati da un Vaffa day e ora dicono di fare i gentili, volevano i due mandati e ora si scannano per il terzo, volevano uscire dall’euro e adesso sono europeisti, non volevano le olimpiadi e ora chiedono i grandi eventi. Letta dice che vuole fare un’alleanza strategica con loro, noi no”.

LETTA FEDERATORE

Enrico Letta invece, nelle vesti da federatore che sta provando a cucirsi addosso, al termine dell’incontro è stato chiaro con i suoi: “non è tempo di rancori personali”.

E dal Nazareno fanno capire che le ferite del passato possono essere ignorate solo facendo leva sul senso di responsabilità che la pandemia impone, per riuscire a inseguire il desiderio di un nuovo centrosinistra così tanto invocato dal nuovo segretario.

LE AMMINISTRATIVE E ROMA CAPITALE

Il centrismo – o cerchiobottismo – che Renzi tenta di perseguire, però, dovrà presto fare i conti con una tornata elettorale importante come quella delle amministrative del prossimo autunno.

“Io – dice il leader di Italia Viva – nelle città al posto del Pd non farei l’accordo con il M5S e tra Carlo Calenda e Virginia Raggi a Roma, a occhi chiusi voterei per Calenda”.

In conclusione di trasmissione, Renzi ha fatto gli auguri a Enrico Letta perché “sta cercando di fare un lavoro molto serio e non semplice nel Partito Democratico, dopodiché ci sono delle questioni da affrontare”. Le correnti, come noto, le alleanze, come detto, e le congiure, come insegna la storia.

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