Il tardivo bando del governo per il contact tracing

Il governo ha pubblicato ieri il bando per l’assunzione di 2000 operatori di tracciamento: non era il caso di farlo prima della seconda ondata?

Che ci sarebbe stata una seconda ondata di coronavirus, scienziati e politici ce lo dicono sin dai mesi in cui siamo stati in lockdown totale. Abbiamo sentito parlare per mesi di riacutizzarsi della pandemia subito dopo i mesi estivi ed effettivamente si sta verificando tutto quando era stato pronosticato e l’Italia, così come tanti altri Paesi (mal comune mezzo gaudio? no) si è fatta trovare impreparata. Tra bonus vacanze e voucher per l’acquisto di monopattini elettrici, l’esecutivo ci ha raccontato per mesi di aver lavorato affinché la seconda ondata del virus non ci cogliesse impreparati, invece…

Cosa ha fatto il governo per il tracciamento?

La scuola, per la quale Conte e Azzolina hanno dichiarato ad agosto di aver “lavorato tre mesi per scongiurare nuove chiusure”, è già in ginocchio con università e scuole superiori poste in didattica a distanza e le medie nel mirino dei prossimo DPCM. Il problema non sono gli istituti, all’interno dei quali gli studenti sono al sicuro, ma gli spostamenti per arrivarvi, con mezzi pubblici stracarichi come carri bestiame e senza alcun controllo da parte delle autorità. Il tracciamento dei contagi è il punto debole della strategia italiana, affidata ad un’app bella e funzionale, ma purtroppo fin qui inutile. Senza l’obbligo per le Asl di inserire il codice dei positivi sul database di Immuni (obbligo aggiunto solo con il decreto del weekend precedente) l’applicazione non è servita praticamente a nulla, se non ad identificare qualche centinaio di positivi su centinaia di migliaia.

Mentre altri Paesi come l’Irlanda (qui i dettagli del piano semestrale di convivenza con il virus) hanno approvato piani a lungo termine, in Italia abbiamo vissuto alla giornata in attesa che il Covid-19 tornasse prepotentemente a mandarci nel panico. È solo ora che, con l’ansia dei numeri giornalieri e nella consapevolezza che non ci sono le risorse per aiutare chi sarà costretto a chiudere in questa seconda ondata, che il governo si è mosso concretamente per il tracciamento. Annunciato nei giorni scorsi dal ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, ieri è stato pubblicato sul sito del governo il bando per l’assunzione di 2000 operatori di tracciamento per le Regioni.

Si tratta di 500 persone che lavoreranno sulla richiesta delle informazioni e le procedure da seguire, mentre gli altri1.500 operatori socio-sanitari saranno incaricati di effettuare tamponi, test e tracciamento dei contagi. Ci siamo arrivati finalmente, ma il rischio è che le nuove assunzioni arrivino sul finire di questa seconda ondata e che alla fine serviranno eventualmente per la prossima pandemia (che ci auguriamo non ci sia). Spiace dover dare ragione a Silvio Berlusconi, ma quando dice che “questo è il momento della responsabilità, che bisogna fare quadrato attorno al governo, ma che lo stesso ha commesso gravi errori di valutazione in vista della seconda ondata”, non ho veramente nulla da eccepire. Di seguito il bando completo per gli operatori del tracciamento.

Bando per 2mila unità di personale medico sanitario e amministrativo

“Per far fronte alle esigenze straordinarie ed urgenti derivanti dalla diffusione del Covid-19, in particolare al fine di garantire l’operatività del sistema di ricerca e gestione dei contatti dei casi di COVID-19 (contact tracing), il Dipartimento della protezione civile ha pubblicato un avviso di manifestazione di interesse per l’individuazione di 1.500 unità di personale medico sanitario disponibile a prestare attività di supporto nelle strutture sanitarie territoriali. I profili professionali ammessi alla procedura sono:

– Medici abilitati non specializzati;

– Infermieri;

– Assistenti Sanitari;

– Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro;

– Studenti iscritti al terzo anno dei corsi di laurea triennali in infermieristica, assistenza sanitaria, tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro ed in regola con i crediti formativi universitari previsti dal relativo piano di studi;

E’ stato inoltre pubblicato un avviso di manifestazione di interesse per 500 unità addetti all’attività amministrativa disponibili a prestare attività di supporto nelle strutture sanitarie territoriali nelle funzioni di data entry e per ogni attività correlata.

Possono presentare domanda soggetti di età tra i 18 e i 30 anni, in possesso di diploma di scuola secondaria di secondo grado e di patente europea ECDL. Sarà data preferenza ai soggetti di età minore e, a parità di età, con prole.

Sarà possibile partecipare alle procedure compilando il form presente sul sito del Dipartimento a partire dalle ore 13.30 del 24 ottobre 2020 fino alle ore 19 del 26 ottobre 2020.

La partecipazione per entrambe le procedure è consentita solo per la Regione di residenza o dimora.

Al termine della procedura selettiva, il Dipartimento redigerà un apposito elenco su base regionale che sarà pubblicato sul sito dipartimentale e trasmesso alle Regioni e alla Province autonome che, previa verifica dei requisiti, provvederanno al conferimento di appositi incarichi di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, con termine al 31 gennaio 2021, prorogabili in ragione del perdurare dell’esigenza e dello stato di emergenza”.

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