Stato d’emergenza fino al 31 luglio e nuovo Dpcm 15 gennaio: le ultime

Il governo verso il prolungamento dello stato d’emergenza al 31 luglio e al lavoro per il nuovo Dpcm 15 gennaio che avrà durata fino a fine mese

Dopo il decreto del 5 gennaio con il quale sono state sostanzialmente prolungate le misure restrittive fino al 15 gennaio, il governo Conte è al lavoro per i prossimi provvedimenti. Sono in arrivo, infatti, una serie di misure, la prima delle quali riguarderà il prolungamento dello stato d’emergenza che scade il 31 gennaio. Le ipotesi sono quelle di un prolungamento fino al 31 marzo o più probabilmente fino al 31 luglio. Al contempo, la squadra dell’esecutivo e i partiti di maggioranza hanno già iniziato a lavorare con il Comitato tecnico scientifico per il Dpcm che dovrebbe entrare in vigore il 15 gennaio. Secondo le prime indiscrezioni provenienti da Palazzo Chigi, ci saranno disposizioni sugli spostamenti e aperture/chiusure, oltre che le nuove colorazioni delle regioni, che saranno stabilite sulla base del nuovo indice Rt, le cui soglie sono state abbassate. Insomma, il declassamento da giallo ad arancione e da arancione a rosso sarà ancora più semplice.

Le prossime misure del governo, oltre che dai dettami del CTS, dipenderanno anche dal report che l’Istituto Superiore della Sanità pubblicherà domani, con il nuovo dato sull’Rt nazionale. A meno di sorprese, il dato sarà superiore a 1, ma in alcune regioni sarà sicuramente superiore: sotto la lente di ingrandimento ci sono almeno 10 regioni, tra cui Veneto, Liguria, Campania, Puglia e Calabria. Nella migliore delle ipotesi, queste regioni saranno arancioni: sulla base dell’articolo 2 dell’ultimo decreto legge, infatti, rientrano in questa fascia quelle regioni con Rt a 1 e nel cui territorio “si manifesta un’incidenza dei contagi superiore a 50 casi ogni 100mila abitanti”.

Ricciardi paventa 60 giorni di lockdown

Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, torna a sponsorizzare il lockdown totale (indicativamente per 60 giorni), evidenziando che le misure intermedie servano solo ad inseguire inutilmente il virus. Senza ristori e con famiglie e imprese in difficoltà è un’ipotesi che si tenterà di scongiurare in ogni modo, ma ci sono diversi altre questioni da trattare. A partire dalla scuola, passando per il coprifuoco dalle 22 alle 5 e i limiti alle visite ai parenti, che attualmente possono avvenire solo in due persone alla volta più figli minori di 14 anni ed eventuali disabili.

Ci sarà o no la zona bianca?

Non è ancora dato sapere se ci sarà la zona bianca, prima proposta, poi smentita seccamente e ora tornata nuovamente in auge. A spingere per l’istituzione di zone in cui sia tutto o quasi libero, il ministro Dario Franceschini: la misura dovrebbe coinvolgere le aree con Rt sotto il livello di guardia, ipoteticamente Rt 0,50, in cui potrebbero riaprire bar, ristoranti, piscine, musei, teatri, cinema e quant’altro, ovviamente rispettando determinati protocolli.

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