Si attende il vaccino Covid ma per ora non c’è nemmeno l’antinfluenzale

Il vaccino antinfluenzale non si trova in molte città d’Italia, farmacie e medici ne sono sprovvisti. Proprio ora che servirebbe più che mai

Il vaccino antinfluenzale non si trova e l’Italia che l’anno scorso di questi tempi aveva praticamente vaccinato tutta la popolazione sensibile si trova ora con meno della metà di vaccinati contro l’influenza tra le persone più fragili, secondo quanto dichiarato oggi da Guido Bertolaso.

Secondo una recente indagine realizzata da Altroconsumo, in 10 città il vaccino antinfluenzale non è disponibile. L’associazione dei consumatori spiega di averlo cercato, invano, in 200 farmacie di Milano, Torino, Genova, Bologna, Padova, Firenze, Roma, Napoli, Bari e Palermo. Assente.

Proprio ora che servirebbe più che mai. La questione non è di poco conto visto che i sintomi dell’influenza stagionale sono simili al Covid-19 e avere più della metà della popolazione che solitamente si vaccina sprovvista, si potrebbe tradurre in un intasamento ulteriore per servizi sanitari e strutture ospedaliere, già messe a dura prova dai numeri dell’epidemia da Covid.

Vaccino antinfluenzale, perché manca

La Regione Lazio ad esempio qualche giorno fa ha ammesso di aver fatto male i conti, le previsioni erano sbagliate: “L’eccezionale aumento di richiesta di vaccino antinfluenzale in Italia, ha fatto sì che la richiesta di vaccino sia al momento nettamente superiore alla disponibilità dello stesso, malgrado le aziende produttrici abbiano preventivamente incrementato la produzione di vaccino. La domanda crescente in maniera esponenziale non ha permesso alle aziende produttrici che hanno vinto la gara di riuscire a soddisfare tutte le necessità da parte delle ASL/AO, per cui nelle ultime settimane non sono riusciti a rispettare le richieste sempre crescenti delle Aziende Sanitarie Laziali”.

Tra le regioni finora indicate come virtuose per la somministrazione del vaccino antinfluenzale ci sono Veneto, Toscana, Sicilia e Sardegna dove sarebbe stata vaccinata buona parte della popolazione della fascia a rischio, ma la situazione in Italia è un po’ a macchia di leopardo.

Eppure le regioni si erano mosse per tempo (evidentemente non tutte allo stesso modo), ordinando molte più dosi rispetto all’anno scorso: 18 milioni, 7 milioni di dosi in più sul 2019, ma a farmacie e medici ne sarebbe arrivata solo una (minima) parte se è vero che, come riporta Repubblica, mancherebbero all’appello ancora 15 milioni di dosi.

Secondo il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta: “L’esigua disponibilità di vaccino antinfluenzale nelle farmacie è riconducibile ad almeno tre determinanti. Innanzitutto, Ministero della Salute e la maggior parte delle Regioni non hanno previsto con largo anticipo la necessità di aumentare le scorte per la popolazione non a rischio. In secondo luogo, l’aumentata domanda sui mercati internazionali, insieme al ritardo con cui sono stati indetti i bandi di gara, ha impedito ad alcune Regioni di aggiudicarsi il 100% delle dosi richieste. Infine, le farmacie non sono riuscite ad approvvigionarsi per mancata disponibilità del vaccino sul mercato”.

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