Salvini ha sottovalutato per mesi la seconda ondata e ora sostiene l’esatto contrario

Salvini e Meloni definiscono oggi la seconda ondata della pandemia “ampiamente prevedibile”, ma non hanno mai fatto nulla per trasmettere quel messaggio.

La curva dell’epidemia è in preoccupante salita in Italia e la seconda ondata è ormai conclamata. Oggi si è toccato un nuovo record di contagi (+31.758 nuovi positivi) e le ospedalizzazioni stanno aumentando al ritmo di mille al giorno, mentre i posti occupati in terapia intensiva hanno già toccato quota 1.843. Non c’è tempo per attendere l’effetto delle misure in vigore da pochi giorni, il tempo stringe e lo dimostrano le decisioni che stanno prendendo i governi di Paesi a noi vicini, dalla Francia all’Austria, dal Regno Unito alla Grecia.

Il contagio può essere limitato soltanto limitando gli spostamenti dei cittadini e se un nuovo lockdown duro è sicuramente il modo più rapido per scongiurare un peggioramento che sembra ormai scontato, bisogna fare i conti anche con l’economia e la soluzione ideale è un lockdown meno limitante di quello già vissuto, un lockdown che permetta comunque al maggior numero di cittadini possibile di di continuare a lavorare e ad andare a scuola.

La Francia ha deciso di lasciare le scuole aperte e limitare il più possibile il resto, lo stesso sta facendo il Regno Unito. È difficile capire quali siano le misure più efficaci e proprio per questo, mai come in questo momento, c’è bisogno di un confronto a 360 gradi. Il governo sta lavorando incessantemente per arrivare a nuove misure che siano meno limitanti possibili e per arrivare a questo difficile obiettivo ha deciso di chiamare a raccolta anche le opposizioni che da settimane criticano in modo durissimo ogni passo del governo.

No alla cabina di regia col governo

In queste ore il governo sta mettendo in piedi una cabina di regia che coinvolta tutte le forze parlamentari, ma Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno rispedito al mittente l’invito. E lo hanno fatto in modo plateale con una nota congiunta firmata dai tre leader del centrodestra: Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi.

Il no é secco: “Oggi il governo ipotizza una ‘cabina di regia’ con le opposizioni. Il ravvedimento appare tardivo. Il centrodestra è sempre stato a disposizione dell’Italia, ma oggi più che mai l’unica sede nella quale discutere è il Parlamento della Repubblica italiana“. I tre leader non soltanto rispediscono al mittente l’invito ad un tavolo permanente col governo in questa delicata fase della pandemia, ma rivendicano addirittura di aver sempre “ha anteposto l’interesse dell’Italia all’interesse politico della propria coalizione“.

La seconda ondata “ampiamente prevista e prevedibile”

Salvini, Meloni e Berlusconi lamentano lo scarso coinvolgimento in passato e incrociano le braccia, preferendo un passaggio in Parlamento che richiederebbe del tempo che l’Italia oggi non può permettersi. I tre leader, però, vanno oltre e nella nota affermano qualcosa che ha dell’incredibile:

L’attuale situazione sanitaria sta precipitando anche a causa delle mancate decisioni – o delle decisioni rimandate – del governo: il Paese si è presentato impreparato alla seconda ondata della pandemia che pure era ampiamente prevista e prevedibile.

Curioso, però, che a mettere il nome sotto a certe parole siano quelle stesse figure che nei mesi scorsi hanno contribuito in modo sostanziale a sottovalutare i rischi della seconda ondata. Sono passate soltanto una manciata di settimane dalle numerose manifestazioni del centrodestra nel mancato rispetto delle norme igienico-sanitarie contro il contagio.

Il centrodestra non ha fatto altro che ignorare la seconda ondata

Era il 2 giugno quando Lega e Fratelli d’Italia hanno chiamato a raccolta i cittadini, creando degli assembramenti nelle stesse ore in cui l’Italia stava mettendo il naso fuori dal lockdown. Un leghista convinto come Luca Zaia, governatore del Veneto, aveva preferito non prendervi parte proprio per evitare il rischio di assembramenti.

Mentre il governo invitava al distanziamento sociale, Salvini e Meloni scendevano in piazza. Mentre il governo metteva in guardia i cittadini dai rischi di una seconda e più pericolosa ondata, Salvini continuava ad abbracciare la gente e tacciava il governo di eccesso di precauzioni. A luglio, mentre il virus continuava a circolare silenziosamente durante le vacanze estive, il centrodestra portava in piazza migliaia di cittadini. Mentre il governo valutava la chiusura delle discoteche e rinnovava l’appello al distanziamento sociale, Salvini rifiutava pubblicamente di indossare una mascherina e sponsorizzava un evento negazionista al Senato.

Quando il governo stava organizzando la riapertura delle scuole, Salvini ha avviato una guerra personale contro il Ministro Azzolina continuando ad ignorare pubblicamente le basilari norme anti-COVID e sposando le teorie di sedicenti esperti che sostenevano come il virus fosse clinicamente morto. Mentre il contagio riprendeva in Italia, Salvini ha puntato il dito contro i migranti nonostante l’evidenza dei dati lo smentisse. Mentre si ipotizzava di riaprire le scuole e di far indossare le mascherine in classe, Salvini dichiarava pubblicamente che indossare le mascherine avrebbe fatto male agli studenti, anche in questo caso senza alcuna base scientifica a supporto.

Alla fine di agosto gli eventi di Salvini senza mascherina né distanziamento sociale erano all’ordine del giorno. All’inizio di settembre, mentre i contagi stavano riprendendo a salire, Salvini era impegnato a radunare i suoi sostenitori nelle piazze per chiedere le dimissioni di Azzolina. E lo ha continuato a fare anche all’inizio di ottobre, radunando i cittadini senza curarsi delle conseguenze.

Oggi, però, Salvini & Co. sostengono che la seconda ondata della pandemia fosse “ampiamente prevista e prevedibile”, quando per mesi hanno trasmesso ai cittadini il messaggio contrario: le azioni di Salvini e Meloni hanno dato ai cittadini un falso senso di sicurezza, hanno convinto i cittadini che il peggio fosse passato, mentre il governo non faceva che rinnovare gli appelli alla cautela. Certo, non è colpa di Salvini e Meloni se la curva dell’epidemia è tornata a salire in modo preoccupante, e sostenere che tutto debba passare per il Parlamento è cosa buona e giusta, anche se la situazione richiede una celerità particolare.

La seconda ondata era davvero ampiamente prevista e prevedibile. Il governo lo ha sempre sostenuto in modo ossessivo per mesi. A non averlo capito, però, era proprio quel centrodestra che oggi ha deciso di incrociare le braccia e rispedire al mittente l’appello del governo. Sostenere oggi il contrario significa mentire in modo plateale ai cittadini italiani che dimostrano giorno dopo giorno di avere la memoria sempre più corta.

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