I passi verso il nuovo DPCM. Le opposizioni rifiutano il tavolo proposto da Conte

Fitti incontri in vista del nuovo DPCM che potrebbe arrivare già nella serata di lunedì. CTS, Ministri e Regioni al lavoro, ma l’opposizione dice no.

Dopo Francia, Austria, Regno Unito, Portogallo e in parte anche Grecia, il lockdown sembra inevitabile anche per l’Italia. La curva dell’epidemia continua a salire, i ricoveri aumentano in modo preoccupante giorno dopo giorno, così come i posti occupati in terapia intensiva e le vittime. I dati parlano chiaro e il tempo stringe. Lo sa benissimo il governo che sta lavorando ad un nuovo DPCM e lo sanno benissimo anche le opposizioni, che continuano a tuonare contro le scelte di Conte senza però fornire delle possibili alternative alle misure introdotte nelle ultime settimane.

Le nuove misure potrebbero essere annunciate già lunedì sera e per questo tra oggi e lunedì sono in programma una serie di fitti incontri e appuntamenti per arrivare ad un lockdown meno duro di quello vissuto pochi mesi fa e forse più localizzato. Oggi si è svolta la riunione urgente del Comitato Tecnico Scientifico e subito dopo il premier Conte ha chiamato a rapporto capidelegazione di maggioranza in una riunione che ha visto la partecipazione anche di Silvio Brusaferro, Franco Locatelli, Agostino Miozzo e Domenico Arcuri.

CTS al lavoro, nuovo incontro Stato-Regioni

Il Comitato Tecnico Scientifico si riunirà nuovamente nelle prossime ore con l’obiettivo di fornire al governo indicazioni aggiornate sulle possibili misure da applicare alle aree del Paese più colpite da questa seconda ondata con un nuovo DPCM. Il CTS potrebbe fornire indicazioni già in serata, al più tardi domattina, in vista della nuova riunione tra il premier Conte e i capidelegazione di maggioranza.

Domattina il governo avrà un nuovo confronto con le Regioni, mentre alle 15.30 di domani si riuniranno tutti i ministri direttamente interessati alla gestione della pandemia, così come i capigruppo di maggioranza. Non ci saranno invece, i rappresentanti dell’opposizione. E non per scelta di Conte.

Le opposizioni dicono no al tavolo di lavoro per il nuovo DPCM

Il tempo stringe e il governo di Conte ha messo in piedi l’idea di una cabina di regia guidata dal Ministro della Salute Speranza che coinvolga tutte le forze parlamentari, incluse ovviamente le opposizioni, per giungere ad un nuovo DPCM ed agire il più tempestivamente possibile. I Presidenti di Camera e Senato, Fico e Casellati, sono già stati avvisati in vista di un confronto da tenere nella giornata di lunedì, ma a dire no sono state proprio le opposizioni che da settimane lamentano uno scarso coinvolgimento nelle decisioni.

La chiamata di Conte è stata chiarissima: Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia dovrebbero indicare un rappresentante per ciascun partito che possa partecipare ad un tavolo di confronto permanente con il governo. La risposta, però, è stata negativa. Le tre forze hanno diramato una nota congiunta per rispedire al mittente la proposta:

Oggi il governo ipotizza una ‘cabina di regia’ con le opposizioni. Il ravvedimento appare tardivo. Il centrodestra è sempre stato a disposizione dell’Italia, ma oggi più che mai l’unica sede nella quale discutere è il Parlamento della Repubblica italiana. […] Lì sono depositate le numerosissime proposte formalizzate da noi e ignorate dal governo, e lì verranno presentate le altre. Non siamo disponibili, invece, a partecipare a operazioni di Palazzo che sembrano dettate più che da una reale volontà di collaborazione dal tentativo di voler coinvolgere l’opposizione in responsabilità gravi che derivano dall’immobilismo e dalle scelte sbagliate effettuate dal governo.

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