Renzi pronto alla resa dei conti: il governo di Conte ha le ore contate?

Renzi inizia il 2021 con l’obiettivo di far cadere il governo. Il 7 gennaio la resa dei conti: Conte ha le ore contate o colpo di scena?

Matteo Renzi ha iniziato il 2021 più agguerrito che mai e sempre più deciso ad aprire una crisi di governo in uno dei momenti più delicati per il nostro Paese, con la terza ondata della pandemia sempre più all’orizzonte. Italia Viva non ha lasciato l’ascia di guerra nel 2020 e neanche 24 ore dopo l’inizio del nuovo anno torna all’attacco.

Il messaggio-appello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che tra le righe si era rivolto proprio a Renzi – “Tutto questo richiama e sollecita ancor di più la responsabilità delle istituzioni anzitutto, delle forze economiche, dei corpi sociali, di ciascuno di noi. Serietà, collaborazione, e anche senso del dovere, sono necessari per proteggerci e per ripartire” – non ha sortito l’effetto sperato ed è lo stesso Renzi ad annunciare oggi dalle pagine del Messaggero si essere pronto alla resa dei conti:

Conte ha detto che verrà in Parlamento. A mio giudizio ha sbagliato a chiudere così la verifica di governo. Ma se ha scelto di andare a contarsi in aula accettiamo la sfida. Peraltro lo ha fatto dal pulpito di una conferenza stampa mentre il Senato votava per la prima volta una legge di bilancio il 30 dicembre senza possibilità di cambiarla. Uno scandalo istituzionale. Peccato che Conte abbia preferito evitare l’Aula per inseguire l’ennesima diretta tv.

Il 7 gennaio il “giorno del giudizio”

Il “giorno del giudizio” si avvicina. La data da tenere in considerazione per capire cosa succederà in Italia è il 7 gennaio 2021. In quell’occasione, dopo giorni di discussioni, appelli e trattative, il premier Conte dovrebbe presentare in Consiglio dei Ministri una nuova bozza del Recovery Plan capace di riflettere e accogliere le proposte presentate nei giorni scorsi dai partiti al governo, dal PD a M5S, passando per Italia Viva e LeU.

Renzi, certo che le richieste di Italia Viva non saranno accolte in toto, è già pronto a ritirare i due ministri di IV al governo e spingere Conte alla verifica in Parlamento. Tutto dovrebbe svolgersi a tempo record, così da limitare il più possibile lo stallo in un momento di grande difficoltà per il Paese:

In assenza di novità, che immagino non ci saranno, il sette gennaio noi ci assumeremo la responsabilità di ritirare la nostra delegazione di ministri.

Il governo Conte ha i numeri in Parlamento senza Renzi?

Andare alla Conta dei voti in Parlamento potrebbe rivelarsi un pericolo per il governo di Giuseppe Conte. E questo Matteo Renzi lo sa benissimo ed è il motivo per cui ormai da giorni sta lanciando accuse ed ultimatum. La verifica alla Camera dei Deputati non costituirà particolari problemi per Conte e la tenuta del governo, ma le difficoltà arriveranno in Senato, dove la maggioranza è più risicata.

La maggioranza assoluta al Senato è fissata a 159 voti, ma la maggioranza, esclusi i senatori di Italia Viva, può contare soltanto su 151 voti così divisi: 92 voti del Movimento 5 Stelle, 35 voti del Partito Democratico, 16 voti sicuri del Gruppo Misto e 8 voti delle Autonomie.

Restano così 8 voti necessari alla maggioranza assoluta. Non tantissimi, ma neanche poco considerando che si dovrà sperare nel supporto di qualche senatore di Forza Italia che nulla vuol avere a che fare con Matteo Renzi o di qualche senatore di Cambiamo! di Giovanni Toti.

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