Dpcm, Boccia: “Regioni non esautorate. Ricordo che 39mila italiani non ci sono più”

“Abbiamo preferito adottare un sistema modulare coerente con le diverse condizioni territoriali e con la tenuta delle reti sanitarie regionali”

Sul nuovo Dpcm il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, pure lui risultato positivo al Covid-19 nei giorni scorsi, spiega che le regioni non sono state esautorate dalle Camere e che un lockdown nazionale non sarebbe stata la soluzione: “Abbiamo preferito adottare un sistema modulare coerente con le diverse condizioni territoriali e con la tenuta delle reti sanitarie regionali. Il virus non deve essere considerato come una colpa né da chi viene contagiato né dai territori: è un problema sanitario, sociale ed economico che va affrontato sempre unendo le forze tra i diversi livelli istituzionali”.

Intervenuto oggi al Forum PA Restart Italia, Boccia ha aggiunto: “In questi mesi di emergenza sanitaria la Conferenza Stato-Regioni e la Conferenza Unificata si sono trasformate da parerifici, come spesso accaduto in passato, in luoghi di confronto istituzionale continuo. La cabina di regia con le Regioni e gli enti locali è attiva 24 ore su 24″.

Il ministro ha poi replicato alle critiche delle regioni: “Decidere una strategia e proporla prima al parlamento non vuol dire esautorare le regioni ma dare risposte diverse a problemi diversi, lavorando insieme e condividendo le responsabilità. Molte delle osservazioni delle regioni, dei comuni, delle province sono state recepite. Le regioni saranno consultate tutte e su tutto, come sempre; e il governo ieri sera ha nuovamente assicurato, con una lettera inviata alle regioni prima della firma del Dpcm, che i ristori per le attività che chiuderanno a seguito delle nuove possibili restrizioni, saranno automatici e tempestivi”.

Boccia ha ricordato che “oltre 39 mila persone non ci sono più, gli italiani contagiati dall’inizio della pandemia viaggiano verso gli 800 mila: sono numeri che ci impongono rigore e rispetto per loro, per gli operatori sanitari e per le regole che ci diamo. La convivenza con il Covid-19 è una strada obbligata da mesi e complessa perché impone adattamenti continui, ma riusciremo in questa impresa collettiva solo restando uniti”.

Intanto i presidenti di regione in merito al Dpcm anti Covid pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale hanno chiesto un nuovo confronto per la determinazione delle zone di rischio. Per domani è stata indetta la Conferenza delle Regioni, che si terrà prima della Conferenza Stato-Regioni, convocata dallo stesso Boccia.

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