Speranza: “Nuovo lockdown non certo, state a casa ed evitate uscite inutili”

Il ministro: “Dobbiamo piegare la curva da subito per evitare un nuovo lockdown”. Intanto le regioni si attrezzano: coprifuoco e altre misure restrittive

L’Italia va verso un nuovo lockdown? Il ministro della Salute Roberto Speranza non lo esclude e invita tutti a stare a casa il più possibile evitando le uscite non necessarie. Parole che abbiamo sentito più volte durante la prima fase della pandemia, parole che ci riportano alla scorsa primavera. Un invito alla popolazione che di fatto paventa uno stato di pre-lockdown.

Le misure adottate dalle regioni

Per ora le regioni più colpite dalla seconda ondata di Covid si muovono in ordine sparso: Campania e Lombardia hanno deciso di imporre lockdown notturni, dalle 23 alle 5 del mattino, con la prima che ha chiuso anche le scuole (da lunedì riaprono le elementari), mentre il Piemonte ha chiuso i centri commerciali nel weekend.

In Liguria invece da lunedì sarà attivata la didattica a distanza “per tutti gli alunni delle superiori, ad esclusione della prima superiore, per almeno un 50% degli studenti” ha spiegato il governatore Giovanni Toti che ha emesso una ordinanza ad hoc. Assolutamente contrario a un nuovo lockdown nazionale è il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini secondo cui così facendo si rischierebbe “una pandemia economica”.

Nuovo lockdown nazionale? Confusione nel governo

Molto dipenderà dall’evoluzione della curva epidemica nei prossimi giorni. Il governo nelle ultime ore però non parla con una voce unica, creando anche una certa confusione.

Se il presidente del Consiglio è parso pubblicamente più ottimista sulla capacità del paese di evitare un nuovo lockdown nazionale, dando potere ai sindaci di decidere a livello locale sulla necessità di serrate, Speranza a Di Martedì, su La7, ieri sera ha messo in guardia parlando di “situazione molto seria” che richiede ulteriori sacrifici da parte di tutti, se si vuole evitare un blocco generalizzato delle attività.

Secondo il titolare della Salute: “Dobbiamo provare a piegare la curva da subito ed evitare il peggioramento. Lavoriamo giorno e notte per evitare un lockdown, dipende da noi, dai comportamenti dei cittadini, delle Regioni e dei sindaci”.

Per questo, ha proseguito il ministro: “È importante ridurre le uscite non necessarie e stare a casa il più possibile, rinviare tutte le attività che non sono prioritarie… Bisogna dire fino in fondo come stanno le cose. La curva cresce. Serve uno sforzo in più da parte di ciascuno. Nelle prossime ore bisogna alzare il livello di attenzione”.

Tuttavia Speranza ha precisato che la situazione è oggi diversa rispetto a marzo: “Il servizio sanitario nazionale ora è più forte. Produciamo fino a 30 milioni al giorno di mascherine. È giustissimo che nei territori dove c’è maggiore difficoltà si possano anzi si debbano assumere decisioni più dure”.

Nuovo Dpcm entro domenica?

E si profila già un nuovo Dpcm, il terzo del mese di ottobre, contenente ulteriori misure restrittive, che arriverebbe entro fine settimana. Il presidente del Consiglio non vorrebbe andare oltre una nuova stretta su trasporti e scuola, ma tra le ipotesi allo studio ci sarebbe anche quella di reintrodurre lo stop agli spostamenti tra regioni per frenare la diffusione dei contagi: ieri in Italia sono stati registrati oltre 10.800 nuovi casi e 89 decessi.

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