L’ISS smentisce la Regione Lombardia e Fontana: “54 segnalazioni di errori da maggio 2020 ad oggi”

L’ISS mette fine agli attacchi di Fontana sull’errore costato 7 giorni di zona rossa alla Lombardia: “54 segnalazioni di errori da maggio”

In questi 12 mesi di pandemia tutta Italia ha imparato a conoscere il governatore della Lombardia Attilio Fontana, da molti considerato il burattino di Matteo Salvini in Regione, e il suo fido compare Giulio Gallera, l’assessore al Welfare a cui sono stati attribuiti tutti i plateali errori della Regione Lombardia nell’affrontare questa difficile situazione. Gallera è stato sostituito di recente da Letizia Moratti, mentre Fontana ha continuato a fare ciò che ha dimostrato di saper fare meglio: insistere su qualcosa perché convinto di avere ragione anche di fronte all’evidenza dei fatti.

Il caos dei dati dell’epidemia della Regione Lombardia scoppiato pochi giorni fa è l’esempio più eclatante del modus operandi di Fontana, ma stavolta la figuraccia è più difficile da nascondere sotto al tappeto, considerando che il governatore lombardo nei giorni scorsi ha chiamato a raccolta tutti gli altri governatori leghisti, stretti intorno a Fontana nel chiedere al governo e alle autorità sanitarie un nuovo sistema di classificazione.

La Lombardia in zona rossa per errore. Fontana accusa l’ISS

La Lombardia è stata classificata erroneamente come zona rossa per un’intera settimana, fino a quando si è scoperto l’errore nei dati che aveva portato ad assegnare alla Regione di Fontana un indice RT diverso da quello reale. A stabilire l’indice RT è un algoritmo messo a punto lo scorso aprile dalla Fondazione Bruno Kessler insieme all’Istituto per il monitoraggio dell’epidemia: si inseriscono i dati che vengono fornite dalle Regioni sulla base degli ormai famosi 21 criteri e l’algoritmo restituisce l’indice RT. È un algoritmo, non un essere senziente.

Fontana, però, ha subito puntato il dito contro l’algoritmo per il calcolo dell’indice RT e contro il governo, in particolare contro il Ministro della Salute Roberto Speranza, firmatario delle ordinanze con cui di settimana in settimana vengono assegnati i colori alle Regioni e le relative misure restrittive.

L’ISS respinge al mittente le errate accuse di Fontana

Tre giorni fa, di fronte alle proteste di Fontana e la mancata assunzione di responsabilità da parte della Regione Lombardia, il Ministero della Salute aveva diffuso una relazione tecnica che illustrava nel dettaglio gli errori commessi da tecnici della Regione Lombardia nell’inserimento dei dati e anche l’Istituto Superiore di Sanità aveva diffuso una nota per ribadire che “l’algoritmo è corretto e funziona in modo uguale per tutte le Regioni“, precisando che la modifica con cui la Regione Lombardia è stata fatta passare in zona arancione dopo 7 giorni di zona rossa era la diretta conseguenza della rettifica dei dati fatta dalla stessa Regione guidata da Fontana:

L’algoritmo utilizzato dall’Istituto Superiore di Sanità è corretto, da aprile non è mai cambiato ed è uguale per tutte le Regioni che lo hanno utilizzato finora senza alcun problema. […] La Lombardia, ha segnalato dall’inizio dell’epidemia nell’ultimo periodo, una grande quantità di casi, significativamente maggiore di quella osservata in altre regioni, con una data di inizio sintomi a cui non ha associato uno stato clinico e che pertanto si è continuato a considerare inizialmente sintomatici, in accordo con la procedura sopra descritta. Questa anomalia è stata segnalata più volte dall’ISS alla regione Lombardia.

La Lombardia, ha spiegato l’ISS, il 20 gennaio ha corretto il dato “relativo alla data inizio sintomi e dello stato clinico dei casi già segnalati” e solo dopo la modifica effettuata dalla Regione si è ricalcolato anche l’indice RT della settimana precedente. La colpa, quindi, è da attribuire solo e soltanto ai tecnici della Regione Lombardia o a chi ha dato loro istruzioni sull’inserimento dei dati. Capitolo chiuso? Così sembrava.

La replica definitiva dell’ISS: “54 segnalazioni di errori alla Lombardia da maggio 2020 ad oggi”

Ieri Fontana, pur di non ammettere le responsabilità della propria Regione, aveva affermato che “probabilmente non è colpa di nessuno“, ma oggi durante un’accesa seduta del consiglio regionale il governatore leghista è tornato sul tema con toni piuttosto duri nei confronti dell’Istituto Superiore di Sanità, arrivando a parlare di “mancanza di rispetto oltre il consentito per i lombardi“. Fontana ha sostenuto che la Regione invia “tutti i giorni i dati certificati in modo corretto, così come attestato dall’ISS“. L’ISS, secondo il fedelissimo di Matteo Salvini, avrebbe sempre certificato la correttezza dei dati forniti dalla Regione Lombardia.

Consiglio Regionale 26/01/2021

🔴 In Consiglio Regionale.Rispondiamo agli attacchi contro la Lombardia.

Posted by Attilio Fontana on Tuesday, January 26, 2021

Così non è stato e oggi l’Istituto Superiore di Sanità ha smentito in via definitiva le bugie di Fontana. Dallo scorso maggio ed oggi l’ISS ha inviato alla Regione Lombardia “54 segnalazioni di errori, incompletezze e/o incongruenze“, l’ultima delle quali in data 7 gennaio 2021. Segnalazioni di errori o incompletezze che in Regione sembrano aver ignorato.

L’ISS, però, è andato oltre ed ha pubblicato una cronologia dell’accaduto, smentendo punto per punto le accuse di Fontana e mettendo nero su bianco gli errori commessi dalla Regione Lombardia nell’invio dei dati che hanno decretato un indice RT compatibile con la zona rossa. Le prime segnalazioni di errori inviate dall’ISS alla Lombardia risalgono al 29 maggio scorso:

La Regione Lombardia ha ricevuto settimanalmente il “Report di qualità e completezza dei dati” in cui è stata segnalata da ISS una anomalia relativa alla presenza di un numero elevato di casi incongruenti ovvero in cui era segnalata una data inizio sintomi ma erano dichiarati nello stato clinico come “asintomatici” o con presenza di una sola “guarigione” o “decesso”.

Il 7 gennaio gli epidemiologi dell’ISS chiedono ai tecnici della Lombardia di “verificare i loro dati segnalando l’anomalia rispetto a tutte le altre Regioni“. Nulla viene corretto o rettificato dalla Regione e il 13 gennaio, sulla base dei dati inseriti dai tecnici della Lombardia, viene assegnato un RT di 1,4 che decreta il passaggio di tutto il territorio lombardo in zona rossa.

Il caso esplode il 19 gennaio, quando “nel corso di una riunione tecnica richiesta dalla Regione Lombardia viene segnalata l’ipotesi che in particolare la mancata compilazione della voce relativa allo stato clinico potrebbe essere alla base della distorsione dell’Rt“. Il giorno successivo la Lombardia invia l’aggiornamento dei dati all’ISS con le modalità corrette e in quell’occasione viene anche eseguita la rettifica dei dati pregressi. La Lombardia diventa zona arancione e anche la settimana precedente avrebbe dovuto essere classificata come zona arancione e non rossa.

La colpa, in definitiva, è solo e soltanto della Regione Lombardia e quella “mancanza di rispetto oltre il consentito per i lombardi” deve essere attribuita al governatore Fontana, che nonostante l’evidenza di clamorosi errori costati molto caro ai cittadini della Lombardia continua a rimanere saldo al proprio posto.

I Video di Blogo

Ultime notizie su Coronavirus

Tutto su Coronavirus →