Giuseppe Conte incontra i parlamentari del MoVimento: alla ricerca delle nuove “5 Stelle”

Una videoconferenza di tre ore per definire le linee guida della rifondazione del movimento: “il principio di democrazia interna è fondamentale”

11 Aprile 2021 10:39

In principio furono le Cinque Stelle: acqua pubblica, ambiente, mobilità sostenibile, sviluppo e connettività. Oggi, nell’atto di rifondazione del MoVimento, Giuseppe Conte si fa condottiero della rinascita, in cerca di nuove idee attorno alle quali ricostruire il fu “partito del Vaffa”.

Per farlo, proprio in queste ore ha deciso di incontrare deputati e senatori pentastellati, per definire con loro il “perimetro politico” e dare dei “cardini a questo progetto”, come dice Stefano Patuanelli, ministro delle Politiche agricole e contiano di ferro.

Solo la scorsa settimana, l’ex premier ha presentato in diretta streaming il suo piano di rilancio della creatura politica che gli è stata messa in mano da Beppe Grillo. Ma – dice nella riunione sulla piattaforma Zoom – ha avvertito la necessità di incontrare iscritti e parlamentari per portare avanti un percorso che sia “il più condiviso possibile”.

Stando a quanto trapela, l’ormai ex professore ha ammesso senza mezzi termini di aver colto i rischi che questa possa trasformarsi in un’operazione verticistica, a suo parere da evitare a ogni costo, e per questo motivo non ci poteva essere alternativa se non incontrare gli attivisti e la classe dirigente.

“La mia investitura – dice lo stesso Conte, ripreso in un articolo di Repubblica – dovrà ovviamente passare da un voto sulla piattaforma”.

“L’investitura di Beppe Grillo, – riporta ilFattoquotidiano.it – le vostre numerose richieste di impegnarmi mi hanno fatto molto piacere. Ma questo progetto non può nascere in una condizione di questo tipo, da un mio autoisolamento. Deve nascere dal più ampio e franco confronto”.

LE NUOVE 5 STELLE

Per riuscire nella sua missione, Conte ha intenzione di ripartire da zero. Proprio come fatto da Enrico Letta nella sua rifondazione del Partito Democratico, anche l’ex Avvocato del popolo ha deciso di sottoporre alla base un documento per ridefinire le idee.

Una serie di domande a cui i parlamentari sono chiamati a rispondere per riscrivere le nuove linee guida del partito. La prima parla dell’identità politica del neo Movimento: “Anche all’esito degli Stati Generali”- si legge in testa, come riporta lo stesso articolo de ilFattoquotidiano.it – “è emersa la necessità di adottare una “Carta dei princìpi e dei valori” al fine di assumere una chiara identità politica e di indicare le più essenziali caratteristiche e finalità della proposta politica. Quali princìpi e valori, in questa prospettiva, sarebbero da assumere come assolutamente fondamentali?”. Quindi, continua il documento, “le originarie cinque stelle di cui alla Carta di Firenze del 2009 risentono delle prime esperienze comunali. Alla luce dell’esperienza politica sin qui maturata e della necessità di allargare l’orizzonte ideale e proiettare le iniziative in una più ampia prospettiva anche temporale, quali valori e obiettivi dovrebbero indicare le “nuove” cinque stelle?”.

E sempre a proposito della classe dirigente, il documento recita: “È particolarmente avvertita l’esigenza di offrire strumenti di formazione che favoriscano la crescita culturale e politica di tutti i vari soggetti impegnati con il Neo-Movimento. Condividi l’idea di creare un Centro di formazione, ben strutturato, che favorisca l’elaborazione di idee e progetti e l’approfondimento delle varie tematiche riguardanti la vita politica, sociale, economica e culturale? Di quali più specifiche funzioni dovrebbe essere investito il Centro e quali esigenze, in particolare, dovrebbe soddisfare?”.

IL RAPPORTO CON CASALEGGIO E LA PIATTAFORMA ROUSSEAU

L’ex premier ha anche dovuto fare il punto sul rapporto con la piattaforma di Davide Casaleggio. Dopo il divorzio ormai annunciato da settimane, c’è una novità, come ha precisato l’ex reggente Vito Crimi: i morosi dovranno regolarizzare la loro posizione fino alla data del 31 marzo. Nessuno infatti dovrà versare la “quota” a partire dal mese di aprile, per perseguire l’intenzione del movimento di diventare autonomo anche nella gestione della democrazia diretta, uno dei passi che pare stare più a cuore a Giuseppe Conte.

LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Definire i nuovi contorni della democrazia diretta serve prima di tutto a iniziare la preparazione verso le amministrative del prossimo autunno, una tornata elettorale particolarmente importante per il Movimento.

Se da un lato la questione Raggi ricandidata alle elezioni per la capitale rimane ancora tutta da finire, sullo sfondo appare chiaro il problema – o soluzione – della coalizione strutturale con il Pd. I due alleati di governo potrebbero testare la loro forza già in questo difficile passaggio, alla ricerca di un incastro perfetto che, almeno per ora, rimane ancora meno che un’idea.

E quando, in chiusura, è lo stesso Conte ad affermare che “il principio di democrazia interna è fondamentale e lo dobbiamo salvaguardare in tutti i modi”, da politico scafato quale ormai è, sa di aver pronunciato le due parole che a oggi scaldano ancora i cuori dei grillini della prima ora.

Probabilmente – di fronte a quei cambiamenti che tra le righe non possono non leggersi – appellarsi a questo meccanismo come faro nella notte serve a far digerire il boccone amaro di un Movimento che, entro qualche mese, sarà più nuovo che mai.

 

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