Il M5S dice addio a Rousseau: Casaleggio vuole troppi soldi

Il nuovo Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte avrà una nuova piattaforma per la democrazia diretta: rottura con Rousseau di Casaleggio

Il nuovo Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, leader designato da Beppe Grillo, farà a meno di Rousseau e con ogni probabilità degli altri strumenti della Casaleggio Associati. Si va verso una svolta storica per il partito fondato dallo stesso Grillo e da Gianroberto Casaleggio, che ha lasciato la sua eredità al figlio Davide. Negli ultimi tempi i rapporti con l’azienda di Casaleggio sono andati peggiorando per via delle richieste economiche importanti fatte dal patron dell’azienda, che sostanzialmente intende recuperare quanto non versato dai parlamentari che sono andati via dal partito senza restituire quanto pattuito.

Il capo politico ad interim, Vito Crimi, ha fatto oggi il punto della situazione, lasciando chiaramente intendere che ci siano pochi margini per ricucire il rapporto con Casaleggio per l’utilizzo della piattaforma Rousseau. “Le pretese economiche di Rousseau – le parole del senatore riportate da TGcom24 – sono infondate sia nella quantificazione sia nell’individuazione del movimento come soggetto ritenuto obbligato”. “Continueremo a usare Rousseau per l’esercizio della democrazia diretta? La risposta non può essere sì o no”, ha aggiunto lo stesso reggente.

Movimento 5 Stelle: via libera alla nuova piattaforma

Secondo le ultime indiscrezioni, il divorzio tra il Movimento 5 Stelle e Rousseau sarà ufficiale dalla prossima settimana, quando il partito darà incarico formale per la realizzazione di una nuova piattaforma di proprietà. Si occuperanno della sua strutturazione 4-5 persone scelte direttamente da Beppe Grillo, mentre i lavori per la realizzazione sono stimati in circa un paio di mesi. Il costo stimato è di circa 300 mila euro, ma una volta online la piattaforma avrà costi di gestione di circa 200 mila euro l’anno.

“La pretesa di oltre 400mila euro – fa sapere Crimi – include al suo interno, e ne è la parte preponderante arrivando a quasi 270mila euro, le quote non versate da parte di coloro che sono fuoriusciti dal Movimento”. “Quello che so – insiste il senatore – è che avremo bisogno sempre e comunque di una piattaforma tecnologica che ci consenta da una parte di gestire gli iscritti per l’attività ordinaria e dall’altra per attuare il principio della democrazia diretta, che è nel nostro Dna. Quali caratteristiche deve avere questa piattaforma? Deve essere gestita in totale autonomia dall’associazione politica Movimento 5 Stelle, nei contenuti e nella forma, deve rispondere all’esigenza di essere funzionale al perseguimento dell’azione politica del Movimento e non del soggetto terzo che la mette a disposizione, qualunque esso sia”.

Tensione Casaleggio-Grillo? L’evento per Gianroberto

Contestualmente, sarà lanciato un nuovo sistema di rendicontazione per tenere traccia di quanto incassano e restituiscono gli eletti. “Il nuovo sistema di rendicontazione sarà un sistema forfettario, applicato a tutti automaticamente. Oggi tutti i parlamentari sono obbligati a restituire un importo minimo di 2mila euro più 300 euro da destinare direttamente alla Associazione Rousseau. Il resto va rendicontato”, ricorda Crimi. Resta da capire come finirà tra Casaleggio e Grillo (e il Movimento). Si capirà qualcosa in più lunedì 12 aprile quando Alessandro Di Battista e Davide Casaleggio apriranno SUM#05, l’evento dedicato a Gianroberto e che si terrà a 5 anni dalla sua scomparsa. Tra gli invitati dell’evento ci sono lo stesso Crillo, Raggi e Casalino, ma non ci sono invece Luigi Di Maio e Giuseppe Conte.

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