Fontana: “Il lockdown in Lombardia non è utile. Se serve facciamolo nazionale”

A margine della riunione Stato-Regioni per definire le misure del nuovo DPCM, il governatore della Lombardia Fontana spinge per un lockdown nazionale.

1 Novembre 2020 16:32

La Lombardia è ancora oggi una delle Regioni più colpite dal COVID-19 con quasi il doppio dei contagi della Campania, ma anche Piemonte, Veneto, Lazio ed Emilia Romagna sono sorvegliate speciali. Da ore si susseguono gli incontri in vista del nuovo DPCM che dovrebbe arrivare nella giornata di domani e tra le ipotesi al vaglio dell’esecutivo di Giuseppe Conte ci sarebbe quella di lockdown regionali per le aree più colpite, con conseguente limitazione degli spostamenti tra Regioni.

Tra i contrari c’è proprio il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che sarebbe più propenso a limitare gli spostamenti degli over 70. Il governatore leghista ha spiegato che imporre un lockdown alle aree più colpite del Paese non sortirebbe l’effetto sperato.

Il lockdown è l’unica misura che si è dimostrata efficace, se possiamo andare avanti con altre misure non determinanti procediamo, ma se i tecnici ci dicono che l’unica alternativa è il lockdown facciamolo, ma no a un lockdown territoriale perché se fermiamo Milano si ferma la Lombardia.

Meglio, se necessario, un lockdown nazionale, come ribadito da Fontana via Facebook a margine della riunione Stato-Regioni di questa mattina:

La diffusione del virus è uniforme in tutto il Paese. Le differenze riguardano l’ampiezza del tracciamento che varia da regione a regione.
È evidente che, una volta verificato l’impatto delle misure già adottate sulle curve del contagio, ulteriori azioni di contrasto al virus dovranno a loro volta essere uniformi. Una serie di interventi territorio per territorio, polverizzati e non omogenei, sarebbero probabilmente inefficaci e anche incomprensibili ai cittadini, che già oggi sono disorientati.

Fontana ha invitato il governo a dare “segnali coerenti, forti e credibili“, assicurando che le Regioni sono pronte a collaborare. Le Regioni sono pronte a collaborare, ma Fontana mette in chiaro fin da subito che non dovranno essere le Regioni più colpite dalla pandemia a doversi sacrificare come accaduto durante il precedente lockdown, quando aree poco o nulla colpite dal virus sono rimaste paralizzate in attesa che l’emergenza in Lombardia rientrasse.

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