DPCM 5 novembre-3 dicembre 2020: tutte le novità contenute nella bozza

In via di definizione il DPCM che entrerà in vigore giovedì 5 novembre e avrà effetto (salvo nuovi decreti successivi) fino al 3 dicembre

Circola da qualche ora la bozza del nuovo DPCM che il premier Giuseppe Conte firmerà al più presto (diverse le versioni circolate oggi, ma quella più probabile parla di una firma già nella mattinata di domani con entrata in vigore da giovedì). In queste ore si sta completando il testo concordato tra il governo centrale e le Regioni, che saranno suddivise in “tre macroaree” a seconda della criticità della situazione.

Dalla versione provvisoria del nuovo decreto, emerge che il coprifuoco scatterà alle ore 22 e durerà fino alle 5 del mattino. Durante questo lasso di tempo, ci si potrà spostare solo se strettamente necessario, per lavoro o salute. Nelle altre ore della giornata, è “fortemente raccomandato” limitare gli spostamenti. Le disposizioni del decreto, come dicevamo, entreranno in vigore giovedì 5 novembre e avranno valenza fino al 5 dicembre, salvo un nuovo DPCM, che come avvenuto già diverse volte, annulli e sostituisca il precedente.

Nuovo DPCM: lockdown brevi nelle zone rosse

Nelle regioni che rientrano negli scenari 3 (“elevata gravità e livello di rischio alto”) e 4 (“massima gravità e livello di rischio alto”), ovvero quelle a maggior rischio secondo il documento redatto dall’Istituto Superiore della Sanità, “è vietato ogni spostamento in entrata e uscita dai territori”. Le misure maggiormente restrittive, ovviamente, si applicano nelle aree in scenario 4, in cui gli spostamenti sono vietati se non a livello comunale e provinciale. Per le regioni maggiormente a rischio, o anche solo in parte di esse, si applica in sostanza un lockdown più leggero, previa verifica da parte del Ministero della Salute, che ha effetto per un periodo minimo di 15 giorni e “comunque non oltre la data di efficacia del presente decreto”. Sull’argomento è intervenuto anche il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, il quale ha puntualizzato che “i lockdown non saranno come a marzo e le misure avranno una durata temporanea. Serve un minimo indispensabile di due o tre settimane”.

In queste zone vengono chiuse tutte le attività commerciali e mercati, ad eccezione dei supermercati. Abbasseranno la serranda nelle zone rosse anche bar e ristorazione (salva la consegna a domicilio, con l’asporto consentito fino alle 22) e sono vietate anche le attività sportive. Si potrà svolgere solo attività motoria in prossimità della propria abitazione e con obbligo di mascherina, oppure attività sportiva “esclusivamente all’aperto e in forma individuale”.

Nelle aree in zona arancione, invece, chiudono bar e ristoranti, ma rimangono aperte le altre attività commerciali. Anche in queste aree viene vietato “ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici e privati in un comune diverso da quello di residenza” ad eccezione per chi lo fa per lavoro, studio, salute e necessità.

Smart working ai massimi livelli

Dalla bozza del nuovo DPCM emerge il ricorso ai massimi livelli dello smart working, sia nella PA che nel privato, con ingressi differenziati del personale che continuerà a lavorare in ufficio. Nel documento si legge che le pubbliche amministrazioni (ad eccezione del personale sanitario)  dovranno garantire “le percentuali più elevate possibili di lavoro agile, compatibili con le potenzialità organizzative e con la qualità e l’effettività del servizio erogato”  e “con le modalità stabilite da uno o più decreti del Ministro della pubblica amministrazione”. Nelle zone rosse – infine – le scuole proseguiranno in presenza solo fino alla prima media, mentre dalla seconda classe in su ci sarà la didattica a distanza al 100%.

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