Conte: “Alcune misure non tempestive. Senza tutelare la salute l’economia non riparte”

Il premier: “Se non proteggeremo la salute del cittadino non potremo proteggere nemmeno la nostra economia, vanno di pari passo”

L’Italia è di fatto in una fase di pre lockdown. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un videomessaggio inviato stamattina all’Assemblea annuale della Confederazione nazionale dell’artigianato (Cna) parla dell’emergenza sanitaria rappresentata dalla seconda ondata di coronavirus in Italia e spiega che andiamo incontro a giorni difficili: “A causa del ritmo di crescita del contagio anche le prossime settimane si preannunciano molto complesse. Non potremo in alcun modo abbassare la guardia di fronte all’avanzata del virus”.

Il premier: giorni difficili

Conte rimarca che: “Se non proteggeremo la salute del cittadino non potremo proteggere nemmeno la nostra economia, vanno di pari passo”. Ieri la lettera-appello inviata da 100 scienziati e accademici al premier e al capo dello Stato Sergio Mattarella, chiedendo di intervenire con misure drastiche subito per frenare i contagi, sottolineava proprio questo aspetto: più tempo passa più le misure da adottare dovranno essere dure e più tempo passerà per il ritorno della nostra economia a una situazione di normalità.

Conte assicura che il governo sta “definendo modalità quanto più efficaci e rapide per offrire ristoro agli operatori economici in difficoltà”. Il capo del governo aggiunge: “Siamo consapevoli del fatto che non tutte le misure adottate hanno agito con la tempestività necessaria e che le amministrazioni pubbliche nel loro complesso possono migliorare le loro performance. In particolare nella capacità di aiutare rapidamente, efficacemente e concretamente le imprese”.

96 miliardi di consumi in fumo

E sempre oggi Confesercenti presenta il conto delle nuove chiusure che si prospettano e che se attuate manderanno in fumo, secondo le stime dell’associazione dei commercianti, altri 5,8 miliardi di euro di consumi delle famiglie, provocando le possibili chiusure di altre 20mila attività, dopo le 90mila cessazioni di impresa già previste nell’anno in corso.

Secondo Confesercenti se le chiusure riguarderanno anche la prima settimana di novembre, la riduzione complessiva dei consumi delle famiglie quest’anno potrebbe arrivare a 95,8 miliardi di euro, pur ritornando alla normalità durante festività natalizie.

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