Nuova circolare anti assembramenti: controlli più serrati ed efficaci

Circolare anti assembramenti del Viminale: i sindaci chiudano specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico a rischio di affollamento, specie nei weekend

Contro occasioni e momenti di assembramento il capo di gabinetto del ministero dell’Interno, Bruno Frattasi, ha inviato una nuova circolare ai prefetti. L’obiettivo è quello di intervenire tempestivamente ed efficacemente sulla prevenzione degli assembramenti.

Nell’ultimo weekend il numero di persone sanzionate in tutta Italia ha superato il migliaio, oltre cento quelle denunciate perché erano fuori casa nonostante fossero consapevoli di essere positive al Covid-19.

Il bollettino sull’emergenza sanitaria in Italia di oggi 10 novembre ha fatto registrare 35.098 nuovi casi e 580 nuovi decessi nelle ultime 24 ore, a fronte di 217mila tamponi.

La circolare anti assembramenti del Viminale

Il Viminale rileva importanti percentuali di inosservanza dell’obbligo di utilizzo delle mascherine e chiede la convocazione urgente dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica per programmare controlli più puntuali e serrati, anche con l’aiuto dei sindaci, territorio per territorio, guardando già al prossimo fine settimana.

Le riunioni dei Comitati provinciali, nella visione del ministero degli Interni, saranno un’utile occasione di dialogo anche per monitorare l’implementazione di tutte le misure anti contagio, come delegato ai prefetti dal Dpcm del 3 novembre.

I sindaci possono chiudere strade e piazze

Nella circolare anti assembramenti si legge che partendo dai provvedimenti restrittivi contenuti nell’ultimo Dpcm, l’interdizione di strade o piazze a rischio di affollamento può avvenire anche tramite il contingentamento degli accessi, come prevede già la circolare del 20 ottobre scorso.

Al fine “di una più efficace prevenzione degli assembramenti” si prevede “la possibilità per i sindaci di far ricorso alla chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro”.

Ai  prefetti viene chiesto esplicitamente ”di voler far conoscere” al gabinetto del ministero dell’Interno ”l’esito delle riunioni e le eventuali criticità in quella sede emerse, informandone contestualmente Dipartimento della Pubblica Sicurezza”.

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