Caos sul Recovery Fund, slitta il CdM. Renzi: “Rischio rottura? Temo di sì”

Renzi ed Italia Viva contro la governance proposta dal premier Conte per i soldi europei del Recovery fund. Si parla apertamente di rottura.

Il tanto atteso Consiglio dei Ministri previsto per oggi pomeriggio è stato rimandato a data da definire a causa dello stallo che continua ormai da ore. Il motivo? Il piano presentato dal premier Giuseppe Conte sulla governance per il Recovery Fund, la struttura che si occuperà di gestire gli oltre 200 miliardi di euro che arriveranno dall’Europa per il nostro Paese.

Le tensioni e i malumori erano evidenti già da giorni, da quando il piano di Conte ha iniziato a prendere forma.

Governance per il Recovery Fund. Cosa prevede il progetto di Conte

Il progetto per la gestione dei fondi ipotizzato da Conte vede in cima alla piramide un comitato esecutivo composto dallo stesso premier insieme al Ministro dell’Economia Gualtieri e il Ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli, col Ministro degli Affari Europei Amendola come referente unico con la Commissione Europea per tutte le attività legate all’attuazione del piano.

I tre saranno in cima a questa piramide organizzativa e avranno il compito di coordinare, controllare e vigilare su tutto. Subito sotto ci saranno – o ci dovrebbero essere – dei responsabili di missione per ciascuno dei settori interessati dall’impiego dei fondi europei (da istruzione e ricerca alla rivoluzione verde, passando per la digitalizzazione alla salute – affiancati dai Ministri competenti.

I responsabili di missione dovrebbero essere dei tecnici, sotto ai quali si troveranno un numero non ben precisato di esperti, da manager a dirigenti della pubblica amministrazione, ma anche consulenti e collaboratori.

Recovery Fund, Renzi non esclude la rottura con Conte

Questa struttura ha mandato Italia Viva e non solo su tutte le furie e oggi il leader Matteo Renzi, intervenuto al TG2, è stato molto chiaro su cosa pensa del piano di Conte:

La struttura di Conte pensa a moltiplicare le poltrone, ma non va a dare una mano ai disoccupati, ai negozi chiusi, a chi soffre. Se le cose rimangono come sono voteremo contro. Per noi un ideale vale più di una poltrona. Circa il rischio di una rottura, spero proprio di no, ma temo di sì.

Renzi e Italia Viva vorrebbero quindi sfruttare le risorse di cui il governo dispone già, senza coinvolgere figure esterne, ma nel suo sfogo odierno l’ex Presidente del Consiglio suggerisce che il premier Conte voglia pieni poteri, anche se a conti fatti sta facendo l’esatto contrario di una persona che punta ad avere pieni poteri:

Insistere su una misura che sostituisce il governo con una Task force, la seduta del Parlamento con una diretta su Facebook e che addirittura pretende di sostituire i servizi segreti con una fondazione privata voluta dal premier significa una follia. Noi abbiamo mandato via Salvini per non dargli i pieni poteri, ma non è che li diamo a Conte.

Spero proprio di no, ma temo di sì” è anche quello che ha dichiarato Maria Elena Boschi come un copione uscito da Italia Viva per far fronte comune. Intervistata dal Corriere della Sera, Boschi ha ricalcato in tutto e per tutto le parole di Renzi:

Il premier ha fatto un’intervista sabato per dire che aveva già deciso tutto, che si sarebbe creata una governance con trecento consulenti, che i progetti erano già stati predisposti con commissari in grado di avere poteri sostitutivi rispetto ai ministeri. Noi non stiamo sfidando il premier, stiamo solo difendendo le istituzioni di questo Paese: non abbiamo voluto dare i pieni poteri a Salvini, non intendiamo darli a Conte.

Fico: “M5S e maggioranza hanno il dovere di sostenere Conte”

Il Presidente della Camera Roberto Fico ha provato oggi a fare pubblicamente da paciere, invitando non soltanto il partito che rappresenta, il Movimento 5 Stelle, ma anche il resto della maggioranza ad appoggiare e sostenere il premier Conte:

Il voto di domani riguarda il mandato da dare al presidente Conte per il Consiglio europeo dove dovrà tutelare le posizioni e gli interessi del nostro Paese. Il Movimento e la maggioranza tutta hanno il dovere di sostenerlo: serve grande responsabilità in una fase delicatissima per l’Italia. Occorre lavorare per il bene dei cittadini, per uscire dalla crisi il prima possibile. Per raggiungere questi risultati servono sintesi, coesione, capacità di mediazione.

Stessa posizione quella dei principali esponenti del Partito Democratico. Il vice-segretario Andrea Orlando, via Twitter, ha invitato tutti ad “abbassare i toni, pesare le parole, coinvolgere ed includere. Il Paese è già molto provato e non ha bisogno di altri conflitti. Lavoriamo insieme per spendere bene e rapidamente tutte le risorse disponibili“, mentre il Ministro Franceschini risponde direttamente all’accusa di moltiplicazione delle poltrone mossa da Renzi:

Tutto il resto, dalle accuse di moltiplicazione delle poltrone ai presunti golpe mascherati, fa parte di un dibattito strumentale che ha altri obiettivi e che prescinde completamente dal merito delle norme stesse.

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