Belgio, chi rifiuta AstraZeneca finisce in fondo alla lista

Il Paese ha continuato a somministrare quel vaccino senza attendere il responso dell’Ema. E “punisce” chi lo rifiuta

Se dei casi sospetti di trombosi hanno portato Italia, Francia, Germania e altri Paesi europei a sospendere temporaneamente il vaccino AstraZeneca, alcuni Stati membri della Ue hanno deciso di proseguire senza interruzioni. È il caso del Belgio che, a differenza dei suoi vicini più grandi e influenti, ha continuato a somministrare il siero prodotto in collaborazione con Oxford. “Dal punto di vista scientifico, questa decisione è coerente con lo stato attuale delle nostre conoscenze“, ha sottolineato il Collège de médecine générale.

D’altronde la stessa Ema, l’Agenzia europea per il farmaco, ha sottolineato come non ci siano “evidenze di collegamenti” tra quei casi e la somministrazione del vaccino. I trombi sanguigni “non sono emersi nei test clinici, né sono stati indicati come effetti collaterali noti“, e “non ci sono indicazioni che le vaccinazioni possano aver provocato questi eventi“. La decisione dell’Ema sulla sicurezza del vaccino AstraZeneca è prevista per giovedì.

La scelta del governo belga è stata particolarmente apprezzata dagli esperti del Paese: “I vantaggi” di AstraZeneca “superano ancora gli svantaggi“. Il quotidiano Het Journaal ha sentito a proposito un medico intensivista dell’ospedale universitario di Leuven, Geert Meyfroidt: “I coaguli di sangue si verificano sempre, non esiste alcuna relazione causale con il vaccino. Gli svantaggi di essere contagiati dal Covid sono chiaramente molto maggiori“. Anche un virologo dello stesso ospedale, Marc Van Ranst, ha spiegato come “Le trombosi non sono affatto rare. Ci sono un milione e mezzo di trombosi all’anno nell’Unione europea“.

Rifiuti AstraZeneca? Sei fuori

La scelta del governo belga ha preso anche un’altra direzione: come riporta David Carretta, corrispondente da Bruxelles per Il Foglio e Radio Radicale, il governo belga avrebbe intenzione di introdurre una sorta di “meccanismo punitivo”: chi rifiuta AstraZeneca non riceverà più l’invito a vaccinarsi e finirà in fondo alla lista dei candidati per la somministrazione.

 

La scelta della task force governativa, però, non è stata accolta con favore dallo stesso Collège: “È inaccettabile, nel senso pieno del termine: è una scelta che va contro il principio fondamentale del diritto alle cure“. Dal momento che la vaccinazione, in Belgio, non è obbligatoria, “riteniamo che un cittadino abbia tutto il diritto di rifiutare temporaneamente di essere vaccinato, per qualunque ragione, senza che si possa perdere il diritto a ricevere il vaccino. Questa filosofia dell'”ora o mai più” è una forma di pressione violenta e inaccettabile. Ci auguriamo che sia un errore e che venga corretto immediatamente“. La raccomandazione del Collége, comunque, è quella di incoraggiare la popolazione a sottoporsi al vaccino il prima possibile.

L’andamento della pandemia in Belgio

In Belgio, 11 milioni e mezzo di abitanti, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 3165 nuovi casi (per un totale di 816.191 contagi totali da inizio pandemia). Nello stesso arco di temo sono morte 27 persone, 22.599 in totale. Sono oltre 796mila le persone che hanno ricevuto almeno la prima dose di vaccino, 396mila quelli che hanno ricevuto almeno la seconda, il 3,46% della popolazione. Al momento, a livello nazionale, il Belgio registra quasi 270 casi di infezione ogni milione di abitanti.

 

L’esempio inglese

Chi non ha sospeso la somministrazione di AstraZeneca, anzi l’ha utilizzato in maniera massiccia è il Regno Unito, che ha vaccinato oltre 11 milioni di persone con quel siero. I casi di trombosi, in Uk, sarebbero addirittura inferiori alla media. Il ministro della Salute inglese Matt Hancock ha rassicurato la popolazione sulla sicurezza del vaccino prodotto con Oxford: “È un vaccino sicuro, come ha spiegato l’Oms, e da noi l’hanno ricevuto milioni di persone. Monitoriamo costantemente gli effetti dei vaccini, e ciò che sappiamo è che stanno salvando le vite. Quindi, quando ricevete la chiamata, vaccinatevi“.

La stessa AstraZeneca ha pubblicato i dati sulla sicurezza del suo vaccino, sottolineando che non è stato riscontrato “un aumento del rischio di embolia polmonare, trombosi venosa profonda o trombocitopenia“. In Europa e nel Regno Unito, dove il siero è somministrato, si sono verificati 15 eventi di trombosi venosa e 22 di embolia polmonare, un numero “molto più basso di quanto ci si aspetterebbe che si verifichi naturalmente in una popolazione di queste dimensioni ed è simile per altri vaccini Covid-19 autorizzati“. Contro lo stop ad AstraZeneca si è espresso anche Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano:

Gli eventi trombotici sono assolutamente frequenti nella popolazione generale, a prescindere dalla vaccinazione. La coincidenza tra la vaccinazione e alcuni eventi di questo tipo è da mettere in conto. Ogni giorno in Italia ci sono 100 o 200 eventi di questo tipo. La proporzione di decessi tra le persone vaccinate segnalabili come eventuali eventi avversi in Gran Bretagna è in proporzione più bassa per AstraZeneca rispetto al vaccino Pfizer. La netta sensazione è che questa cosa sia una drammatica bufala. Massimo rispetto per le persone che sono state male o sono morte, ma non sono morte di vaccino. Invece, in prospettiva rischiamo di vedere persone che muoiono per mancanze di vaccino e questa è la mia grande preoccupazione

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