L’Italia sospende il vaccino di AstraZeneca. E adesso che succede?

Le conseguenze dello stop al vaccino anti-COVID di AstraZeneca in Italia e quali sono i passaggi da attendere prima del nuovo via libera

La campagna di vaccinazione contro il COVID-19 in Italia rischia di rallentare ulteriormente a causa del caos legato al vaccino di AstraZeneca, caos che ad oggi sembra più provocato dalla politica che dalla scienza. La decisione dell’AIFA di sospendere in via del tutto precauzionale e temporanea l’utilizzo del vaccino di AstraZeneca su tutto il territorio nazionale è stata presa, spiegano fonti di Palazzo Chigi, dopo un colloquio tra il presidente del Consiglio Mario Draghi e il ministro della Salute Roberto Speranza, che in mattinata si era interfacciato coi suoi omologhi in Germania, Francia e Spagna.

Solo ieri l’AIFA aveva rassicurato i cittadini, spiegando con una breve nota che “i casi di decesso verificatisi dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca hanno un legame solo temporale. Nessuna causalità è stata dimostrata tra i due eventi” e precisando che “l’allarme legato alla sicurezza del vaccino AstraZeneca non è giustificato“.

Le autorità italiane, però, rimangono sul vago. L’unica comunicazione arrivata oggi dal Ministro della Salute Roberto Speranza ha aggiunto ben poco rispetto alla nota dell’AIFA:

Le scelte compiute e condivise oggi dai principali Paesi europei su AstraZeneca sono state assunte esclusivamente in via precauzionale in attesa della prossima decisiva riunione di Ema. Abbiamo fiducia che già nelle prossime ore l’agenzia europea possa chiarire definitivamente la questione.

I cittadini meritano qualche dettaglio in più su quello che sta accadendo e in Germania il Ministro della Salute Jens Spahn ha fatto proprio questo. Ha spiegato ai cittadini, senza toni allarmistici, il perché di questa decisione presa in via del tutto precauzionale:

Fino a questo momento ci sono sette casi di trombosi cerebrale su 1,6 milioni di vaccinazioni in Germania. Si tratta di un rischio molto basso, ma se c’è un legame con il vaccino risulterebbe superiore alla media.

Il Ministro tedesco ha sottolineato che i casi di trombosi tra i cittadini tedeschi non sono aumentati nelle ultime due settimane e anche dall’EMA sono stati molto chiari su questo punto:

Coaguli di sangue, alcuni con caratteristiche insolite come un basso numero di piastrine, si sono verificati in un numero molto limitato di persone vaccinate. Molte migliaia di persone sviluppano coaguli di sangue ogni anno nell’Ue per diversi motivi. Il numero di eventi tromboembolici complessivi nelle persone vaccinate non sembra essere superiore a quello osservato nella popolazione generale.

Gli esperti dell’EMA non hanno cambiato idea in queste ultime ore, ma non hanno potuto far altro che prendere atto delle decisioni politiche prese dai più grandi Paesi UE e assicurare risposte in tempi celeri.

Le conseguenze dello stop ad AstraZeneca in Italia

Questo stop temporaneo in via precauzionale sta già provocando importanti conseguenze alla campagna di vaccinazione in Italia. Oggi, dopo la nota dell’AIFA, nella sola Regione Lazio 35 hub vaccinali hanno dovuto chiudere i battenti fino a nuove ordine, mandare a casa le persone giunte lì per ricevere la propria dose prenotata settimane fa e inviare oltre 7mila SMS ai cittadini pronti a farsi vaccinare nella giornata di domani.

Lo stesso è accaduto nel resto dell’Italia. Tutti i centri vaccinali che somministravano soltanto dosi del vaccino di AstraZeneca stanno avvisando i cittadini già prenotati che quegli appuntamenti dovranno essere posticipati almeno fino al 18 marzo prossimo. 33.500 le vaccinazioni che salteranno in Lombardia per i prossimi tre giorni, 5.500 gli appuntamenti giornalieri che dovranno essere rimandati in Toscana.

Lo stop improvviso fa sorgere un altro dubbio a cui non abbiamo ancora risposte: quante dosi del vaccino di AstraZeneca sono state cestinate oggi? La nota dell’AIFA è arrivata nel primo pomeriggio di oggi, mentre le vaccinazioni erano in corso. Lo stop con effetto immediato significa che le dosi già aperte dovranno essere cestinate. Il foglio illustrativo di AstraZeneca parla chiaro:

Dal momento dell’apertura del flaconcino (prima puntura dell’ago) fino alla somministrazione conservare il flaconcino per non più di 48 ore in frigorifero (2°C – 8°C). Entro questo periodo di tempo il prodotto può essere conservato e utilizzato a temperature fino a 30°C per un unico periodo di tempo fino a 6 ore. Dopo questo periodo di tempo, il prodotto deve essere smaltito. Non rimetterlo in frigorifero.

Quali sono i prossimi passaggi?

Lo stop in Italia è al momento fissato fino al 18 marzo, giorno in cui si terrà la riunione straordinaria del comitato per i medicinali per uso umano dell’Agenzia Europea per i medicinali (EMA) che trarrà una serie di conclusioni sulla base delle informazioni raccolte in questi ultimi giorni.

Già domani, però, il comitato si riunirà per analizzare quelle informazioni, anche se appare scontato. Il via libera dall’ente europeo, su cui si baserà la ripresa della campagna vaccinale nei Paesi che hanno deciso oggi di sospenderla del tutto, però, non arriverà prima di giovedì, e visti i messaggi che gli hub vaccinali d’Italia stanno già inviando a chi ha preso un appuntamento per ricevere il vaccino di AstraZeneca, nella migliore delle ipotesi si potrà riprendere con l’inoculazione soltanto nelle prime ore di venerdì.

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