Perché la Germania ha sospeso AstraZeneca

Nello stato tedesco la decisione è stata oggetto di numerose critiche. Il ministro alla Salute Jens Spahn ha voluto fare chiarezza sulla situazione

16 Marzo 2021 11:32

Tra gli stati che hanno sospeso in via precauzionale il vaccino AstraZeneca oltre a Italia e Francia c’è anche la Germania. Se il ministro alla Salute Roberto Speranza non è entrato nel dettaglio e non l’ha fatto nemmeno l’Aifa, in Germania è stata fatta chiarezza o per meglio dire sono state fornite informazioni più dettagliate sulle motivazioni che hanno portato a questa scelta. Ad esporsi il ministro alla Salute tedesco Jens Spahn, il quale ha dichiarato che la decisione ha seguito una raccomandazione dell’Istituto Paul Ehrlich (PEI), l’autorità tedesca responsabile dei vaccini, a seguito di nuovi casi di trombosi, inclusi tre decessi.

SETTE CASI

L’agenzia per i vaccini del governo tedesco, l’Istituto Paul Ehrlich, ha affermato di aver notato improvvisamente, a partire da giovedì scorso, un “notevole accumulo” di casi riguardanti un raro tipo di coagulo di sangue nel cervello, la trombosi del seno venoso cerebrale (CVST) in persone che avevano ho appena ricevuto il vaccino. Questi casi, secondo quanto dichiarato dal ministro della salute tedesco Jens Spahn, sarebbero 7 tra gli 1,6 milioni di persone in Germania che hanno avuto una dose del vaccino di AstraZeneca.

È successo molto raramente – ha spiegato Spahn -. Fino ad ora sono stati segnalati 7 casi che possono essere correlati a tale trombosi venosa cerebrale e che con oltre 1,6 milioni di vaccinazioni in Germania. Il PEI sottolinea che le persone che sono state vaccinate con AstraZeneca e si sentono sempre più male per più di 4 giorni dopo la vaccinazione, ad esempio con forti e persistenti mal di testa o sanguinamento puntiforme della pelle, dovrebbero cercare immediatamente un trattamento medico.

Da quanto si apprende in Germania, pare che la trombosi del seno venoso cerebrale viene solitamente data in 3 o 4 casi all’anno per ogni milione di persone. Alcuni studi affermano che si tratta di una sottostima e che in realtà la vera stima ammonterebbe a 15 casi per 1 milione all’anno. In questo scenario sette casi di CVST su 1,6 milioni di persone in sei settimane sembrano insolitamente alti, anche se stiamo parlando di numeri molto bassi. A sostenere questa tesi e criticare la scelta del governo tedesco è Karl Lauterbach, epidemiologo e parlamentare SPD che ha definito la sospensione un “errore” perché ha minato la fiducia in un vaccino che sarebbe salvavita in questa terza ondata.

Modello di avversione al rischio

La palla passa all’EMA la quale giungerà alla sua decisione e raccomandazione entro questa settimana. Il Ministro della Salute Jens Spahn evitando toni allarmistici ha spiegato che “la decisione è puramente una misura precauzionale, puramente professionale e non politica. Ed è per questo che seguo la raccomandazione dell’Istituto Paul Ehrlich”. Una scelta, quella del governo tedesco, in linea con la decisione iniziale di non raccomandare AstraZeneca per gli over 65 (perché i dati di efficacia degli studi clinici erano poco chiari all’epoca). Un modello di avversione al rischio ben visibile anche nell’approccio alla regolamentazione dei vaccini anti Covid. Una linea garantista, ma oggetto di grandi critiche in un periodo terribile per la salute mondiale.

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