Speranza: “Siamo costretti a stringere le maglie, ecco cosa faremo”

“Il 75% dei contagi è in famiglia”. Tra le novità anti Covid quarantena ridotta e un solo tampone per essere liberi

12 Ottobre 2020 08:47

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, a Che tempo che fa su Rai 3 ieri sera ha spiegato i prossimi passi che il governo farà per contrastare la diffusione del Covid-19 in Italia, escludendo comunque nuovi lockdown.

Speranza dice che: “Il quadro epidemiologico in Europa è peggiorato e i contagi sono cresciuti anche in Italia, seppur inferiori ad altri Paesi. Questo ci porta a un cambio di marcia. Siamo costretti a stringere le maglie dopo settimane di misure che allargavamo. Servono interventi sulle aree più a rischio: orari dei locali, più controlli sugli assembramenti. Ho proposto di vietare le feste”.

La maggior parte dei contagi in famiglia

Secondo Speranza in questa fase “il 75 per cento dei contagi è in famiglia”, ecco perché anche a casa è necessario tenere sempre la distanza e mettere le mascherine quando si è a contatto con i  propri cari.

Il ministro aggiunge che nel prossimo Dpcm in discussione con il Comitato tecnico scientifico (Cts) si interverrà “con misure che non sono paragonabili a quelle vissute in passato. Sono interventi puntuali su alcuni aree a rischio che possono consentirci di provare a mettere la curva sotto controllo. Dobbiamo farlo subito per evitare di trovarci a dover adottare misure più dure”.

Per ora: “Abbiamo un vantaggio sugli altri paesi europei ma non è scontato. Se riusciamo ad alzare il livello d’attenzione – misure del governo, misure delle regioni e soprattutto comportamenti delle persone – possiamo essere in condizione di evitare situazioni più complicate da qui a qualche settimana”.

Il ministro chiarisce che: “Le norme saranno in vigore su tutto il territorio nazionale, le regioni hanno l’autonomia di varare misure più restrittive. Se invece vogliono fare misure meno restrittive, le regioni devono avere un’intesa con il ministro della Salute che valuterà”.

Novità anti Covid, le indicazioni del Cts

Il governo valuta comunque lockdown locali, specifici “se ci dovessero essere situazioni di particolare difficoltà. In questo momento in nessuna delle regioni ci sono condizioni per interventi mirati”. In ogni caso: “Nessuno ha la palla di vetro: la diffusione del contagio tra un mese dipende da noi, dalle misure e dal comportamento delle persone. Ad oggi non ci sono condizioni per nessun lockdown territoriale” assicura il ministro della Salute.

Tra le novità anti Covid concordate tra governo e Cts, la quarantena ridotta da 14 a 10 giorni, un solo tampone negativo per uscire e fine dell’isolamento per gli asintomatici ancora positivi dopo 21 giorni se le evidenze non mostrano “alcun caso di presenza di virus competente per la replicazione”.

“Il Cts, anche per alleggerire il carico che si sta sviluppando nella nostra società, è arrivato a decidere per una quarantena di 10 giorni come aveva fatto già la Germania da qualche settimana, sulla base di dati di evidenza scientifica secondo cui dal decimo giorno in poi il rischio che si corre è molto basso” precisa Speranza.

Quindi chi è entrato in contatto con soggetti positivi dovrà stare non più 14 ma 10 giorni in isolamento fiduciario, per poi sottoporsi a un tampone antigenico rapido o molecolare. Oggi è prevista un’altra riunione tra gli esperti del Cts e il governo.

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