Arcuri: “Non ci sono le condizioni per tornare al lockdown”

Il commissario all’emergenza: “Il 31 marzo c’erano in terapia intensiva 4.023 pazienti, ieri 390”. Si valutano test rapidi nelle scuole

È vero i contagi salgono ma ad oggi: “Non ci sono le condizioni per tornare al lockdown”. Lo ha detto a Mezz’ora in più su Rai3 il Commissario straordinario per l’emergenza sanitaria Domenico Arcuri secondo cui “c’è bisogno di prendere tutti coscienza e farci carico di un necessario incremento di responsabilità” tenendo a mente che “il 31 marzo c’erano in terapia intensiva 4.023 pazienti, ieri 390”.

Questo è “il segno della risposta che il sistema ha dato rispetto all’epidemia e negarla vuol dire che si è poco informati” ha aggiunto il commissario che ha parlato anche di 5 milioni di test rapidi che saranno acquistati entro i prossimi 10 giorni.

“Ieri abbiamo chiuso la gara per acquisire 5 milioni di test rapidi antigenici. Sono 39 le imprese che hanno risposto alla richiesta di offerta, abbiamo oltre 100 milioni di test antigenici potenzialmente in posizione di essere acquisiti. Ci servirà una settimana, dieci giorni e li acquisiremo. I test rapidi antigenici verranno distribuiti dal governo non solo negli aeroporti, ne metteremo anche a disposizione dei medici di medicina generale”.

Il governo verso la stretta

Intanto il governo potrebbe varare il Dpcm con le nuove misure di contenimento del virus già a inizio settimana, forse martedì. Dalla riunione d’urgenza convocata dal Comitato tecnico scientifico sarebbero venute fuori indicazioni chiare. Secondo le indiscrezioni, con il nuovo Dpcm anti Covid aumenterà il ricorso allo smart working nella pubblica amministrazione e ci saranno restrizioni per feste private (anche a casa), calcetto, altri sport di contatto, raduni e manifestazioni simili.

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina nelle ultime ore ha negato misure restrittive anche per la scuola ma ha spiegato che si sta valutando l’uso di test rapidi: “Non c’è alcuna ipotesi di provvedimenti restrittivi per le scuole. Il Governo non ne ha affatto discusso e sta valutando piuttosto l’utilizzo dei test rapidi anche per le scuole, come sto chiedendo da tempo”.

Secondo Azzolina: “I dati ci confermano che le scuole sono luoghi molto più sicuri di altri, ci sono regole anche molto stringenti che studenti e personale stanno rispettando con grande senso di responsabilità”. Secondo la ministra l’origine dei contagi è spesso extra scolastica.

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