Sileri: “Se la curva non si appiattisce entro il 15-20 novembre misure più restrittive e diffuse”

C’è un rischio di un lockdown nazionale dal 15-20 novembre se la curva epidemica non si appiattirà. Lo ha detto Pierpaolo Sileri.

Man mano che il numero dei contagi sale, si fa sempre più insistente la voce che in Italia potrebbe scattare un nuovo lockdown generale già dal 15 novembre. Fonti vicine al Viminale rivelano che al Ministero dell’Interno già ci si sta preparando per questa eventualità. Oggi il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, di fatto, non ha smentito la voce e ha spiegato:

Tutto dipende dall’andamento del virus in risposta anche alle ultime misure, non solo al dpcm ma anche all’obbligo mascherine all’aperto che molte regioni avevano già introdotto. Mi auguro un appiattimento della curva se non sarà così serviranno misure più diffuse, e non andrei oltre il 15-20 novembre. Il monitoraggio consente di prendere azioni a seconda della capacità diagnostica, del contact tracing e della capacità degli ospedali di accogliere chi sta peggio. Se dovesse esserci un rapido peggioramento si capisce che allora si dovrebbe agire. Ma non è ciò che sta accadendo.

Sugli interventi necessari in questa fase, Sileri ha detto:

Dobbiamo incrementare la diagnostica sul territorio anche con metodi più rapidi, alcune regioni lo hanno fatto, altre sono rimaste un po’ più indietro. In tempi come questi chiunque è in grado di avere competenze sanitarie sul territorio deve dare un aiuto.

Qualche giorno fa, partecipando a “Non è l’arena” condotto da Massimo Giletti su La7, Sileri era stato protagonista di una vera e propria sfuriata cercando di spiegare che la scelta di dichiarare una regione rossa o arancione non è politica, ma ha il solo scopo di tutelare la salute dei cittadini. Oggi, invece, gli è stato chiesto di commentar era nomina del nuovo commissario della Sanità calabrese, Giuseppe Zuccatelli, e Sileri ha detto:

Sono d’accordo con Speranza, ora si apre un nuovo capitolo, vediamo come scriverà le prime pagine da commissario e poi si deciderà. Quello che serve oggi in Italia è il merito, e deve stare davanti a tutto, Zuccatelli di curriculum lo ha. Credo sia un gran lavoratore vediamo come performerà. Lasciamo ora i pregiudizi altrimenti non usciamo più dall’impasse generata.

Sileri ha riconosciuto che Zuccatelli ha fatto un grande errore a dire che le mascherine non servono, ma ha anche sottolineato che quella frase risale a molti mesi fa, quando ancora le mascherine non erano entrate nella nostra quotidianità.

Inoltre il viceministro ha parlato del Natale e ha spiegato che, comunque vadano le cose in questo mese di novembre, bisogna rassegnarsi al fatto che non sarà un Natale come gli altri, con grandi cenoni e pranzi di famiglia, ma a tavola bisognerà essere un numero limitato di persone e occorrerà ancora evitare quanto più possibile i contatti interurbani e i rischi di esposizione. Ha anche ricordato che se la curva non si appiattirà o non si ridurrà, “avremo un’Italia tutta rossa ed è quello che dobbiamo scongiurare”.

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