Scuole a rischio chiusura: i sindacati stanno con la Azzolina

Dopo la didattica a distanza per le superiori disposta dal DPCM, le scuole sono già state chiuse indistintamente da diverse regioni

Continua il bailamme sulla chiusura delle scuole, che non trova ovviamente d’accordo la ministra per l’Istruzione, Lucia Azzolina. Dopo aver lavorato per tutta l’estate con lo scopo di riaprire gli istituti in sicurezza e scongiurando il rischio di nuove chiusure, purtroppo la politica del governo ha dovuto fare i conti con la seconda ondata del virus. L’ultimo DPCM di Giuseppe Conte ha disposto la didattica a distanza per le superiori anche oltre il 75% del monte orario, ma alcune regioni sono già andate oltre, chiudendo tutti gli istituti di ogni ordine e grado.

Azzolina: “Si riaprano scuole al più presto”

L’ultimo esempio è rappresentato dalla Puglia del governatore Michele Emiliano, che per via dell’aumento dei contagi negli ultimi giorni, ha disposto la didattica a distanza per tutti. Una decisione che ha mandato su tutte le furie la Azzolina, appunto. “La Regione Puglia ha sospeso le attività didattiche in presenza definendo “impressionante” il numero dei contagi – la replica della Ministra su Facebook – Eppure, secondo quanto ci ha comunicato, si tratta di 417 studenti risultati positivi (su una popolazione studentesca di 562 mila). La stessa Regione ha poi ammesso che il problema in realtà non è la diffusione del virus all’interno delle scuole, ma l’organizzazione del lavoro della Sanità regionale. Si riaprano al più presto le scuole, evitando conseguenze gravi, presenti e future, per gli studenti e per le famiglie”.

I sindacati si schierano con Azzolina

D’accordo con la ministra sono i sindacati di settore, i quali fanno sapere che la chiusura totale delle scuole “dev’essere l’ultima spiaggia” nella risposta alla seconda ondata di coronavirus. “Bisogna andare a scuola il più possibile e lavorare per il rientro in presenza anche del secondo ciclo”, fanno sapere le organizzazioni di categoria a margine del vertice con Azzolina. I sindacati hanno inoltre chiesto alle istituzioni di “riaffermare la centralità dell’Istruzione”.

La Calabria come la Puglia

Qualcosa però non ha funzionato nella strategia del governo, è fin troppo evidente, soprattutto nel non aver predisposto una strategia rigorosa per i mezzi di trasporto. Nelle ultime ore, c’è stato un forte aumento dei casi anche in Calabria ed anche se per ora il reggente della Regione, Nino Spirlì, smentisce, l’ipotesi della chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, rimane un’opzione viva.

Nuova stretta della Campania

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha disposto una nuova stretta nel tentativo di arginare l’epidemia di coronavirus. Chiuse fino al 14 novembre anche le scuole dell’infanzia, non ci sono più istituti aperti, dunque, nel territorio regionale.

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