Scuola, Azzolina: “Didattica resta in presenza” Cts: “Ma a orari scaglionati”

Vince la linea del ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina sulla scuola in presenza: solo per le scuole superiori verso orari differenziati

Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina conferma: le scuole non chiudono, la didattica resterà in presenza. Azzolina nell’incontro di stamattina con i rappresentati delle Regioni è parsa chiara: “La scuola in presenza è fondamentale per tutti, dai più piccoli all’ultimo anno del secondo grado”.

In realtà per la scuola secondaria di secondo grado la didattica digitale è in parte “già presente” ha sottolineato la ministra che nei giorni scorsi aveva criticato la scelta del governatore della Campania Vincenzo De Luca di chiudere le scuole fino al 30 ottobre dopo l’impennata dei casi in regione.

Cts: scuola in presenza ma orari differenziati

Azzolina aveva ricordato i dati del monitoraggio del ministero: fino alla terza settimana di scuola in presenza 8 studenti ogni 10mila hanno contratto il virus in Italia, 5.700 su una popolazione scolastica di 7,2 milioni. E il Comitato tecnico scientifico per ora non consiglia, almeno non pubblicamente, di chiudere le scuole però caldeggia “l’adozione di orari scaglionati per l’ingresso in presenza degli studenti universitari e delle scuole di secondo grado”.

Il Cts conferma che attualmente “i focolai sono principalmente all’interno delle famiglie” e sottolinea la grossa criticità “rappresentata dal trasporto pubblico locale” chiedendo di incentivare “una diversa mobilità con il coinvolgimento attivo delle istituzioni locali e dei mobility manager”.

Sull’orario differenziato per le scuole superiori le Regioni, a quanto si apprende, hanno chiesto al governo di predisporre gli adattamenti del caso. Sì ad interventi mirati quindi, ma nessuna chiusura generalizzata, secondo la linea indicata dal ministro dell’Istruzione.

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