Renzi: “Modificare DPCM, su quali dati si basano le chiusure?”

Nella sua enews, il leader di Italia Viva preannuncia battaglia dopo le ultime misure restrittive del governo: chiederà riapertura di ristoranti e sport

26 Ottobre 2020 16:31

Matteo Renzi chiede chiarezza al premier Giuseppe Conte e auspica la modifica dell’ultimo DPCM. Nel suo tradizionale appuntamento delle enews, il leader di Italia Viva preannuncia battaglia in Parlamento sulle ultime misure restrittive. “Serve un piano, una visione, una strategia. Non rincorrere gli eventi, ma prevederli come stiamo dicendo – spesso inascoltati – da mesi. Diremo queste cose in Parlamento, al Premier Conte – che sosteniamo – sperando che ci ascolti e che cambi il Dpcm, nella parte su ristoratori, luoghi di cultura e attività sportiva”, attacca l’ex presidente del Consiglio.

Le scuole superiori sono state chiuse per alleggerire i mezzi pubblici, cinema e teatri sono stati chiusi per ridurre la mobilità: possibile che non si sia riusciti a stabilire una strategia sui trasporti e si sia costretti dunque a chiudere le attività produttive? Sono queste sostanzialmente le domande che si fa Renzi, che vuole capire anche quali siano i dati utilizzati dal governo per stabilire alcune chiusure piuttosto che altre. “Teresa Bellanova, da ministra delegata, sta combattendo per i ristoranti e soprattutto per la filiera collegata. Elena Bonetti, da professoressa universitaria prima ancora che da ministra, sta chiedendo quali siano i modelli matematici che supportano le decisioni del Governo. Alcuni amici hanno lanciato una petizione per tenere aperti i luoghi di cultura e le palestre – aggiunge l’ex rottamatore – Per noi servono le 4T: tamponi rapidi, terapie intensive, trasporti e tracciamento. E queste cose dipendono dalle istituzioni, non dai cittadini”.

Renzi: “A cena il Covid fa più male?”

Facile, insomma, scaricare tutto il peso sui cittadini, soprattutto sui giovani, accusati di non rispettare le norme sul distanziamento e i dispositivi di protezione. In previsione della seconda ondata, però, cosa ha fatto il governo? Renzi, che della maggioranza fa parte, esprime tutte le sue perplessità: “La chiusura dei ristoranti alle 18 è tecnicamente inspiegabile, sembra un provvedimento preso senza alcuna base scientifica. A cena il Covid fa più male che a pranzo? E per chi si era attrezzato valgono le stesse regole? Ci rendiamo conto del danno economico devastante?. In Parlamento – aggiunge – chiederemo che il Presidente Conte valuti di seguire la stessa strada intrapresa dal Presidente dell’Alto Adige, che ha firmato un’ordinanza che prevede che i ristoranti siano aperti fino alle 22. Per quanto riguarda la ristorazione, è bene ricordare che i dati ISTAT – che mettono insieme alberghi, ristoranti e bar – ci dicono che il valore aggiunto 2019 di questo aggregato è di 64 miliardi di euro, quasi equivalente a quello di tutto il comparto edilizio”.

Dopo tre mesi di lavoro per riaprire le scuole in sicurezza, le superiori sono già state chiuse, ma anche le medie e le elementari sono a rischio. Possibile che la seconda ondata ci abbia preso così di sorpresa? “Chiudere di nuovo le scuole è una ferita devastante. Servono i tamponi rapidi a scuola, non i banchi a rotelle. Servono le aziende private per i trasporti, non complicate regole sulla didattica a distanza. Servono più posti in terapia intensiva, più personale sanitario e un sistema di tracciamento degno di questo nome, non generiche raccomandazioni ai cittadini – insiste Renzi – serve far funzionare in modo efficiente e sicuro la macchina dei test, non chiudere i teatri e i ristoranti che rispettano le regole, perché questo crea un effetto a catena in tanti settori. Va compresa l’inquietudine di chi non sa cosa accadrà domani”. “Mentre si chiedono (ancora) sacrifici – conclude – sarebbe molto utile, secondo me, che il Governo chiarisse questi punti. E ci spiegasse quali sono i dati scientifici e le analisi sui quali si prendono le decisioni: i dati scientifici, non le emozioni di un singolo ministro”.

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