Covid: il Regno Unito sta sconfiggendo la pandemia?

La strategia del Regno Unito contro il coronavirus sembra starsi rivelando vincente. Il Covid-19 in UK avrà vita breve?

Dopo un picco a inizio gennaio di quasi settantamila casi giornalieri di Covid, il Regno Unito sembrerebbe iniziare a poter tirare un sospiro di sollievo.
L’8 marzo gli studenti inglesi sono rientrati a scuola. “È sempre stata una delle nostre priorità e il primo passo della nostra tabella di marcia per tornare alla normalità”, ha scritto su Twitter il premier Boris Johnson.
Una situazione ben diversa da quella nostrana, caratterizzata da continua, e quasi totale precarietà, con scuole parzialmente in presenza e che potrebbero richiudere da un momento all’altro.
E forse, possiamo prendere proprio la situazione delle scuole come cartina tornasole di una buona, o meno, reazione all’emergenza.

Attualmente i casi di Covid nel Regno Unito sono calati drasticamente: parliamo di una media inferiore a seimila casi. Una situazione impensabile fino a qualche settimana fa.
Come ci stanno riuscendo? E il “modello UK” degli ultimi tempi può essere preso in considerazione come esempio virtuoso di contrasto alla pandemia da coronavirus?

Regno Unito e coronavirus: cosa sta funzionando

Nelle ultime settimane abbiamo parlato più volte della strategia Zero Covid messa in atto da alcuni paesi.
Quella nel Regno Unito è, per forza di cose, piuttosto diversa.

Uno dei fattori da tenere in considerazione è sicuramente la campagna vaccinale condotta in maniera massiccia e sistematica. Le vaccinazioni nel Regno Unito sono iniziate a dicembre, e attualmente contano un totale di quasi due milioni di immunizzati, a cui sono state somministrate entrambe le dosi di vaccino, e oltre ventidue milioni a cui è stata somministrata la prima dose. Circa un terzo dell’intera popolazione.
Un successo, al punto che l’Unione Europea ha avanzato qualche dubbio, chiedendo se la Gran Bretagna non abbia bloccato le esportazioni delle dosi per dare priorità ai propri cittadini. Accuse che sono state respinte, nonostante permanga ancora qualche dubbio.

All’inizio della campagna vaccinale si è unito, a inizio gennaio, un nuovo lockdown generalizzato di oltre un mese, con più o meno le stesse restrizioni del primo. Insomma, divieto di incontrare persone non facenti parte del nucleo familiare, divieto di spostamenti non essenziali, chiusura delle attività commerciali non essenziali. E, naturalmente, chiusura generalizzata delle scuole di ogni ordine e grado.
Una scelta “dolorosa e frustrante” per i cittadini inglesi – lo ha ribadito lo stesso Premier -, ma che adesso, con il senno di poi, sembra essersi rivelata azzeccata.

I risultati della strategia UK

I dati parlano abbastanza chiaro: dall’inizio delle restrizioni, unite alla campagna vaccinale, i decessi giornalieri sono diminuiti drasticamente – e il trend attualmente sembra proseguire in questa direzione.
Stesso discorso per quanto riguarda, come accennavamo in apertura, i casi giornalieri.

Covid Regno Unito, morti giornaliere

Questo significa che il Regno Unito stia finalmente riuscendo a sconfiggere il coronavirus? Forse.
Tuttavia, “non è ancora il momento di abbassare la guardia”. Lo afferma Patrick Vallance, il consigliere scientifico del premier britannico.
“Sta tutto puntando nella direzione giusta, ma nessuno può dire con certezza che l’incubo sia finito. Certamente non siamo ancora fuori pericolo”.
Un invito alla prudenza, dunque, nonostante i dati siano incoraggianti.

Vedremo nelle prossime settimane se la strategia del Regno Unito contro il coronavirus possa, veramente, essere considerata un modello vincente.

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