Patrimoniale, la frenata del governo. Di Maio: “Sarebbe una follia”

La patrimoniale a carico dei redditi più elevati? Per il M5s semplicemente non esiste, anche il Pd si smarca dall’emendamento di Orfini e Fratoianni

Sulla ventilata patrimoniale a carico dei redditi più elevati il governo frena. A proporre la misura erano stati l’ex presidente del Pd Matteo Orfini, ora nella minoranza dem, e il deputato di Liberi e uguali Nicola Fratoianni. Il fine dichiarato dell’emendamento era quello di redistribuire la ricchezza in un momento così delicato a causa dell’emergenza sanitaria che è anche economica.

Ma la proposta sembra destinata a naufragare. Per il ministro degli Esteri Luigi Di Maio va bene “liberare gli italiani delle piccole tasse, dei cavilli e della burocrazia, è una proposta che il M5S sposa da anni, ma nessuna patrimoniale. Sarebbe folle in un momento di crisi come questo”.

L’emendamento alla manovra di bilancio presentato dai deputati di Leu e Pd non piace nemmeno al vice ministro al Mise Stefano Buffagni secondo cui la patrimoniale “non esiste con il Movimento al governo. Basta. Ogni volta che leggo certe proposte suicide mi ripeto: si parta dal tagliare i soldi ai politici come già facciamo noi del Movimento”.

Tutto il centrodestra era insorto alla proposta di patrimoniale. “Hanno tirato giù la maschera. La sinistra al governo vuole introdurre nella manovra una nuova patrimoniale. Ecco perché siamo alternativi a questa maggioranza, ecco perché noi di Forza Italia non potremmo mai farne parte” il tweet del vicepresidente azzurro Antonio Tajani.

Ma anche il gruppo del Partito democratico alla Camera si smarca nettamente dall’emendamento Orfini-Fratoianni precisando che è “frutto di un’iniziativa libera ma individuale di alcuni deputati Pd, che non impegna il gruppo”.

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