Feste di Natale, il viceministro Sileri: guardia alta o si rischia la strage

Il vice ministro della Salute avverte: non sarà un Natale classico, dimentichiamoci delle tavolate delle feste. “È qualcosa che può essere anche letale”

Il vice ministro della Salute Pierpaolo Sileri parla delle festività natalizie ormai alle porte ribadendo, ma con toni se possibile ancora più preoccupati, il messaggio lanciato ieri dal premier Giuseppe Conte. Dice Sileri a Mattino 5: “Sarà un Natale di emergenza, non c’è ombra di dubbio. È inutile che ci giriamo in torno: tra regali, baci e abbracci in situazioni con anziani di 80-85 anni basta un solo positivo e si rischia una strage“.

Il vice di Speranza, rispiega perché le piste di sci non potranno riaprire, anche se in Svizzera si scia, come lamentano gli addetti al settore delle regioni interessate: “Dove c’è assembramento, c’è rischio. I numeri di oggi non ci permettono di tornare ad una normalità completa. Leggo i dati, abbiamo avuto 630 morti: è come se ogni giorno cadessero 3 aerei pieni di italiani. È vero che muoiono i più fragili e più anziani, ma senza il coronavirus avrebbero vissuto ancora”.

Per quanto riguarda gli ultimi dati sull’emergenza sanitaria Sileri parla di un miglioramento “innegabile, grazie all’ultimo Dpcm. Un impianto di regole nazionali con restrizioni più forti, con zone rosse e arancioni, riduce l’esposizione al virus e riduce i contagi. Quello che manca è la riduzione della pressione sugli ospedali. Finché non diminuisce la pressione sul servizio sanitario nazionale, la situazione resta in sospeso. O meglio, sono sicuro che il quadro migliorerà e verranno alleggerite le condizioni delle regioni rosse e arancioni, bisogna aspettare un paio di settimane. Ma tra un mese ipotizzo che una regione avrà alcune zone ancora rosse e altre arancioni: in queste aree nulla cambierà rispetto a oggi”.

Visto che non sarà un Natale classico, dimentichiamoci delle tavolate delle feste: “Non riesco a pensare al cenone di Natale o al veglione di Capodanno. Capisco il desiderio di tornare alla normalità, ma è qualcosa che può essere anche letale. Cerchiamo di essere concreti: il virus circolerà ancora il 25 dicembre, cerchiamo di non vanificare gli sforzi” fatti finora. Anche per rispetto delle oltre 50mila vittime legate all’epidemia in Italia.

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