Medici internisti: “Ospedali quasi al collasso, no a messaggi che sminuiscono la situazione”

Gli internisti avvertono: “Le persone capiscano che il virus c’è ed è sempre cattivo, anche loro possono avere un ruolo importante contro il Covid”

È di qualche giorno fa la richiesta della Federazione nazionale degli Ordini dei medici al governo di procedere a un nuovo lockdown nazionale perché in queste condizioni gli ospedali non reggeranno a lungo.

L’allarme viene rilanciato oggi dai medici internisti secondo cui i nosocomi: “Sono ormai vicini al collasso, per carenza di personale e mancanza di posti letto a fronte dell’abnorme afflusso di malati per la rapida e vertiginosa diffusione dell’infezione virale. Non vanno dati messaggi che sminuiscono la situazione” spiegano internisti, medici geriatri e infermieri di Medicina interna.

I medici internisti: virus sempre cattivo

“È corretto e logico monitorare la crescente saturazione dei posti letto nelle terapie intensive, ma in tante Regioni i tassi di occupazione dei reparti di Area medica sono ormai superiori al 100%, considerando anche la presenza dei malati non COVID, che continuiamo ad assistere, ma le cui possibilità di accesso agli ospedali si stanno riducendo” aggiungono i sanitari.

Secondo i medici: “La conseguenza probabile, se non certa, sarà l’incapacità di garantire gli standard qualitativi per le cure a tutti i malati cronici e ai malati acuti non COVID, oltre ad ulteriori criticità e ritardi nel campo della prevenzione”. Ecco perché: “Serve che le persone capiscano che il virus c’è ed è sempre cattivo, gli ospedali vanno decongestionati e oltre a medici, infermieri ed istituzioni anche loro possono avere un ruolo importante”.

Ospedali intasati dagli asintomatici?

Stamattina Walter Ricciardi, il consulente scientifico del ministro della Salute, è tornato a paventare la possibilità reale di un nuovo lockdown nazionale, che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sta provando in ogni modo a scongiurare.

Tuttavia sulle cause della crescente pressione sugli ospedali non tutti sembrano pensarla allo stesso modo. Secondo l’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, le strutture sanitarie sono vicine al collasso perché “assediate da migliaia di persone asintomatiche o poco sintomatiche che potrebbero curarsi a casa”.

La colpa sarebbe insomma soprattutto degli asintomatici che intasano praticamente senza motivo gli ospedali. Intanto secondo i dati del bollettino Covid diffuso ieri dal ministero della Salute ricoverati e terapie intensive continuano a crescere, arrivando rispettivamente a quota 28.633 (+997 pazienti sul giorno prima) e 2.971  (+122 rispetto alle 24 ore precedenti).

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