Conte: “Lockdown da scongiurare”. Renzi: “Ecco cosa non funziona nella gestione dell’emergenza”

Anche Renzi è contrario a un nuovo lockdown totale ma sottolinea la “grande confusione nella gestione del Covid” spiegando cosa non va con 4 T

Interventi mirati e blocchi locali sì, un nuovo lockdown totale no. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sta provando in tutti i modi a scongiurare un secondo blocco generale delle attività, mettendosi anche contro membri del suo governo e ignorando la lettera-appello di 100 scienziati ad intervenire subito con misure drastiche per fermare la diffusione dei contagi, che tradotto significa lockdown totale.

Intervenuto al Festival del Lavoro, il premier ha detto: “Dobbiamo scongiurare un secondo lockdown generalizzato, per questo rimaniamo vigili e pronti a intervenire dove necessario”. Conte di fronte alla “crescente preoccupazione per l’aumento dei contagi in Europa e Italia” ha spiegato che “è prioritario tutelare la salute” anche perché – come sottolineato dallo stesso appello degli scienziati  – ciò “consente di difendere meglio il settore produttivo”.

Tuttavia bisogna “evitare l’arresto dell’attività produttiva, delle scuole e degli uffici pubblici. Siamo consapevoli delle difficoltà dei lavoratori autonomi e dei professionisti” ha aggiunto Conte.

Covid, cosa non funziona: le quattro T di Renzi

Un ex premier invece, Matteo Renzi, punta il dito contro quello che a suo avviso non sta funzionando nelle gestione dell’emergenza. Anche Renzi è contrario a un nuovo lockdown totale ma nello stesso tempo non può fare a meno di notare la “grande confusione” che regna “sotto il cielo nella gestione del Covid”.

Secondo il leader di Italia Viva: “C’è qualcosa che non va nella gestione dell’emergenza. Penso che i problemi della seconda ondata derivino essenzialmente da quattro t: mancano tamponi rapidi, manca tracciabilità seria, mancano trasporti pubblici, dobbiamo avere più terapie intensive”.

Nella sua e-news settimanale Renzi aggiunge che IV a tempo debito chiederà “conto nelle sedi opportune di queste lacune, ora lavoriamo all’emergenza. E siccome i soldi servono, insistere a rinunciare al Mes, mentre le persone non hanno tamponi o autobus per andare a scuola, smette di essere ideologia e inizia a essere masochismo”.

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