Lockdown: le regioni a rischio. Zone rosse a Milano, Roma, Napoli e Genova

Nel nuovo DPCM saranno individuate delle aree maggiormente a rischio in cui attuare misure più restrittive: ecco quali potrebbero essere.

Il Premier Giuseppe Conte ha spiegato oggi in Parlamento che nel nuovo DPCM saranno individuate, sulla base di 21 criteri scientifici, delle aree a rischio, che saranno divise in tre fasce per gravità della situazione e ad esse saranno applicate delle misure restrittive ad hoc.

Tuttavia una zona non è detto che resti in una determinata fascia per tutto il periodo in cui sarà in vigore il provvedimento, potrà essere spostata in una delle altre due a seconda che la situazione migliori o peggiori, per questo è previsto che ci siano continue restrizioni e allentamenti a seconda dell’evoluzione. E le norme saranno stabilite con delle ordinanze del ministro della Salute.

Ma quali sono le zone a maggior rischio di finire in lockdown? Esse saranno individuate in base ai report della Cabina di regia di cui fanno parte esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, del Ministero della Salute e delle Regioni. Finora questo report è stato settimanale, ma d’ora in poi sarà redatto due volte a settimana.

Secondo le indiscrezioni riportate da La Stampa, le regioni che rischiano di finire in uno scenario di tipo 4, ossia in lockdown, sono Lombardia, Piemonte e Calabria, che, come si era visto già nel report presentato lo scorso 30 ottobre dal Presidente dell’ISS Silvio Brusaferro, sono tra le regioni più in difficoltà. A esse si andrebbero ad aggiungere anche delle altre regioni che, pur avendo ancora un rischio moderato, vengono comunque inserite in uno scenario di tipo 4, come Molise, Emilia Romagna e le province autonome di Trento e Bolzano.

Avrebbero un rischio minore, ma hanno comunque bisogno di alcune restrizioni, le regioni come Puglia, Sicilia, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Lazio, Marche, Campania, Veneto e Liguria.Ci sono poi due regioni da inserire nello scenario 2, ossia Abruzzo e Sardegna, e due regioni che andrebbero nello scenario di tipo 1 e sono Valle d’Aosta e Basilicata, probabilmente per una questione di dimensioni, perché per esempio la Valle d’Aosta nelle scorse settimane è risultata come la più contagiata nel rapporto tra numero di contagiati e numero di cittadini.

Solo con il DPCM scopriremo quali sono tutti i 21 parametri in base ai quali le regioni verranno classificate, per oggi il Premier ne ha citati solo pochissimi. In totale, comunque, le fasce in cui saranno divise le regioni saranno tre e non quattro come gli scenari previsti dall’ISS nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19”.

Zone rosse nelle grandi città

Un altro passaggio molto importante riportato dalla Stampa è quello che riguarda alcune grandi città, ossia Milano, Napoli, Roma e Genova, per le quali si parla della costituzione di “zone rosse” per un periodo di almeno tre settimane. Nel caso specifico del capoluogo lombardo, anche l’Ordine dei medici si è schierato per un lockdown immediato a Milano.

Per quanto riguarda Napoli, sappiamo che in sindaco Luigi De Magistris si è sempre schierato contro un lockdown, ma se la sua città dovesse peggiorare e ritrovarsi nello scenario 4, esso sarà inevitabile. Su Genova sappiamo che il Presidente della Regione Giovanni Toti non vuole chiuderla, soprattutto nel periodo natalizio, tuttavia il governatore non ha escluso di creare delle zone rosse che comprendano solo alcuni quartieri.

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