Cosa dice davvero l’ISS? Che la situazione è sfuggita di mano. Il lockdown è dietro l’angolo

Silvio Brusaferro ha presentato il monitoraggio settimanale della Cabina di Regia dell’ISS: il quadro che ne emerge è allarmante.

30 Ottobre 2020 18:57

Questa mattina abbiamo letto un po’ ovunque che cinque regioni italiane sono vicine al lockdown perché sono entrate nello Scenario 4, ossia quello che richiede misure molto restrittive, ovvero la chiusura totale. Poche ore dopo il Presidente della Campania Vincenzo De Luca, in uno dei suoi lunghissimi discorsi via Facebook, ha detto chiaramente che “il governo sta perdendo tempo” e che, sostanzialmente, serve dichiarare il lockdown nazionale.

Nel tardo pomeriggio c’è stata la conferenza stampa del Presidente dell’Istituto Superiore della Sanità Silvio Brusaferro per presentare il monitoraggio settimanale della Cabina di Regia dell’ISS, e il quadro che ne emerge è già di suo abbastanza allarmante, ma la sensazione è che ci sia del “non detto” che nei prossimi giorni potrebbe portare a far definitivamente precipitare la situazione.

Infatti, mentre stiamo qui ad accapigliarci sul fatto che sia giusto o no tenere le scuole aperte, con De Luca, Emiliano e Lopalco che predicano prudenza da una parte e Azzolina e Arcuri dall’altra che fanno gli offesi, la realtà è che ormai tutte le regioni sono sopra l’1 come valore dell’indice Rt, che indica la capacità di replicazione dei contagi (indice di contagiosità), ma molte regioni sono addirittura molto sopra quel valore. E quando si supera l’1,5 come indice Rt si entra nello Scenario 4, che significa lockdown.

Il peggioramento della qualità dei dati regionali

Brusaferro stesso ha detto chiaramente che la situazione dell’Italia tutta, dunque a livello nazionale, è “compatibile con lo scenario 3 verso lo scenario 4”. L’impressione, però, è che nello scenario 4 ci siamo già con tutte le scarpe. Regioni come Lombardia e Piemonte hanno Rt sopra il 2, altre dieci ce l’hanno sopra l’1,5. I dati diffusi oggi dall’ISS dicono:

11 regioni e Province autonome sono da considerare a rischio elevato di una trasmissione non controllata e 8 sono classificate a rischio moderato con probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese.

E dividono le regioni in due gruppi:

  •  le regioni più in difficoltà: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Val d’Aosta, Veneto;
  • regioni a rischio moderato: Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Molise, Umbria e nelle Province di Bolzano e Trento.

Questa affermazione, però, viene fatta dagli esperti dell’ISS sulla base dei dati monitorati tra il 19 e il 25 ottobre, una settimana fa. La situazione è in rapido peggioramento e l’ISS stesso mette le mani avanti: c’è un passaggio abbastanza “inquietante” del report in cui si dice che c’è stato un “peggioramento nella qualità dei dati comunicati”, sia dal punto di vista della tempestività, sia da quello della completezza e dunque c’è il serio rischio di una “sottostima della velocità di trasmissione e del rischio”.

Regioni realmente a rischio lockdown? Tutte…

In pratica in alcune regioni non si riescono a raccogliere bene i dati, quindi i dati che abbiamo non sono reali e sono certamente al ribasso, i casi “veri” sono di più, abbiamo a che fare con dei dati sottostimati e per di più relativi a una settimana fa. L’ultimo bollettino parla di oltre 31mila nuovi positivi oggi e il giorno prima erano quasi 27mila, quindi il balzo è stato notevole, di ben 4.253. Il tasso di positività è del 14,4% e in un solo giorno è cresciuto di più dell’1% (ieri era del 13,3%).

Nel testo del monitoraggio gli esperti dell’ISS fanno delle osservazioni abbastanza chiare:

Sono necessarie misure che favoriscano una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e che possano alleggerire la pressione sui sistemi sanitari, comprese restrizioni di attività non essenziali e restrizioni della mobilità nonché l’attuazione della altre misure previste.

E invitano le Regioni ad analizzare “nuovamente” il rischio, anche in determinate zone del loro territorio, considerando “un tempestivo innalzamento delle misure di mitigazione delle aree maggiormente affette in base al livello di rischio e sulla base delle linee di indirizzo”.

Il succo del discorso è che, chiaramente, la situazione è completamente sfuggita di mano. Come lo era a marzo (perché tutti erano stati colti di sorpresa) o forse addirittura peggio di marzo. I dati che leggiamo ogni giorno non sono da considerare reali, nessuna regione è sicura, l’Italia ha un indice Rt troppo elevato, probabilmente il lockdown è dietro l’angolo.

Non ci meraviglieremo se nei prossimi giorni ci ritroveremo qui a commentare un nuovo DPCM, una nuova conferenza stampa di Conte, nuove restrizioni. E saranno, molto probabilmente, più dure di quelle di Francia e Germania.

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