Lega e M5S vanno avanti a ripicche: mozione contro Durigon

Il Movimento 5 Stelle presenta una mozione contro il leghista Durigon; la Lega aveva presentato a sua volta mozione contro Macina

La maggioranza di governo viene costantemente scossa da tensioni e ripicche. Sembra essere proprio la Lega il partito che maggiormente agita le acque dell’esecutivo di Mario Draghi. Da un parte Matteo Salvini che continua a criticare la prudenza del governo sulle riaperture (salvo poi votare in linea con tutti gli altri partiti nei consigli dei ministri), dall’altra l’inchiesta giornalistica di Fanpage che ha scatenato la reazione di Claudio Durigon, sottosegretario leghista al ministero dell’Economia e delle Finanze. La testata giornalistica campana ha evidenziato degli intrecci e commistioni di affare tra il Carroccio e società private, nonché i rapporti con il sindacato Ugl, di cui Durigon è vicesegretario generale. Il nome del politico leghista è stato associato anche alla criminalità organizzata di Latina oltre che a presunte irregolarità avvenute ai tempi del sindacato, che si sarebbe messo a disposizione del partito in difficoltà economiche.

Mozione contro Durigon del M5S

Ebbene, il Movimento 5 Stelle ha presentato alla Camera dei Deputati una mozione per la revoca della nomina di Durigon che, “come emerge da un servizio giornalistico di Fanpage, mantiene – afferma M5s – comportamenti e utilizza parole inappropriate circa l’indagine della magistratura che riguarda il partito a cui appartiene”. Il leader della Lega, Matteo Salvini, fin qui ha sempre difeso il suo sottosegretario, sottolineando che non sia indagato. Il M5S, nonostante ciò, chiede al governo di “avviare immediatamente le procedure di revoca, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio dei ministri, della nomina a Sottosegretario di Stato”.

“Riferendosi all’indagine sui presunti fondi occulti della Lega – si legge nella mozione dei pentastellati – e sui 49 milioni di rimborsi elettorali frutto di truffa, parlando con un conoscente, Durigon afferma: ‘Quello che indaga della Guardia di Finanza […] il generale […] lo abbiamo messo noi’”. Insomma, al partito di cui presto sarà leader Giuseppe Conte, pare inopportuno che Durigon mantenga un incarico al dicastero cui fa riferimento la Guardia di Finanza e le sue deleghe visto che le esternazioni dell’esponente leghista su indagini e processi “gettano una oscura e pesante ombra sull’imparzialità e sull’incorruttibilità di tale Corpo dello Stato”.

La ripicca per il caso Macina

Che dalla caduta del governo Conte I Movimento 5 Stelle e Lega se le fossero promesse è stato chiaro sin da subito. Del resto non è la prima volta che tra i due partiti, da quando sono tornati nella stessa maggioranza, si sperimentano veti incrociati o ripicche. Di recente, infatti, la Lega aveva proposto mozione contro Anna Macina, sottosegretaria del M5S alla Giustizia, che aveva attaccato l’ex ministra Giulia Bongiorno e Matteo Salvini dopo il video di Beppe Grillo in cui il leader carismatico pentastellato difendeva il figlio Ciro dalle accuse di stupro.

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