Salvini torna alla carica e chiede di riaprire tutto il prima possibile

Salvini ha deciso che i dati dell’epidemia e sui vaccini giustificano la scelta di riaprire tutto. Il premier Draghi cederà anche stavolta?

Matteo Salvini è tornato il Matteo Salvini di sempre, quello che non va molto d’accordo con la scienza e che, di fronte ad una pandemia, resta interessato soltanto al consenso. E con Giorgia Meloni che pian piano acquisisce consensi a discapito proprio di Salvini, il leader della Lega anche in questa fase fa quello che ha sempre fatto. Gli italiani vogliono tornare alla vita prima della pandemia? Salvini si fa bandiera di questo sentimento e non guarda in faccia nessuno, soprattutto gli esperti che da settimane mettono in guardia da una riapertura del Paese troppo avventata.

A più di un anno dall’inizio della pandemia, abbiamo capito più o meno tutti che i primi effetti delle riaperture possono impiegare fino a tre settimane per iniziarsi a vedere. I dati dicevano all’Italia che era presto riaprire all’inizio di maggio, ma le pressioni di Matteo Salvini ha spinto il premier Draghi e il Ministro Speranza a cedere e fissare la ripartenza del Paese al 26 aprile.

Oggi i dati che ogni giorno vengono diffusi dal Ministero della Salute ci dicono che la curva del contagio è in discesa e questo basta a Matteo Salvini per sventolare la bandiera dell'”avevo ragione io” e chiedere di più. A chiedere, per la precisione, di riaprire tutto e subito: “Al Consiglio dei ministri della settimana prossima, la Lega porterà la richiesta di riaprire: lavorare dentro e fuori, al chiuso e all’aperto, di mattina e di sera, e la cancellazione del coprifuoco“.

I numeri sono ben lontani da quelli di Israele e Regno Unito

Matteo Salvini parte da due presupposti: i positivi e i decessi in Italia stanno diminuendo e la campagna vaccinale sta accelerando. Per questo, sostiene il leader della Lega, è necessario accelerare e togliere le limitazioni che sono ancora in vigore.

È vero, la campagna di vaccinazione sta procedendo a passo spedito anche in Italia, ma ad oggi soltanto 6.765.958 persone hanno già completato il percorso vaccinale, ben al di sotto dei numeri raggiunti da Israele e Regno Unito quando hanno dato il via alla graduale ripresa delle attività.

Ed è altrettanto vero che i contagi sono in calo, ma il calo che stiamo registrando in questi giorni è ancora legato al periodo in cui in gran parte del Paese erano in vigore misure più restrittive di quelle introdotte dal 26 aprile scorso. E i primi effetti di quella riapertura anticipata, lo dicono gli esperti, si inizieranno a vedere dalla metà di maggio.

L’Italia è pronta a riaprire tutto dal 17 maggio?

L’obiettivo della Lega è quello di anticipare il calendario già delineato dal governo di cui fa parte. La data che Matteo Salvini e le Regioni, ora guidate dal leghista Fedriga, hanno individuato come il ritorno alla normalità è il 17 maggio, più o meno quando potrebbero iniziare a vedersi i primi effetti della riapertura anticipata.

A partire da quella data Salvini vorrebbe vedere i ristoranti aperti anche al chiuso, la ripresa delle palestre, la cancellazione del coprifuoco e, soprattutto, del parametro che fa scattare in automatico il passaggio in zona rossa, i 250 casi ogni 100mila abitanti.

È probabile, però, che il governo preferirà attendere il monitoraggio della cabina di regia del 14 maggio e che solo dopo l’arrivo di quei dati prenderà una posizione più precisa sulla riapertura delle attività che, da calendario, dovrebbero partire qualche settimana dopo.

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