Il “Patriot party”: Donald Trump pensa a un suo partito per il 2024

Secondo quanto riportato dal Wall Sreet Journal l’ex presidente starebbe già pensando di formare un suo partito. Sui social parte la caccia ai sostenitori

“We will be back in some form. Have a good life.”

“In qualche modo torneremo. Buona vita a voi”.

Queste sono state le ultime parole da presidente pronunciate da Donald Trump, appena prima di salire sull’elicottero presidenziale e raggiungere il suo resort in Florida.

Una promessa secondo alcuni – una minaccia, secondo altri – che prelude a quello che, stando a un’indiscrezione riportata dal Wall Street Journal, potrebbe vedere la luce come “il partito di Trump”.

Un’indiscrezione che, grazie alla manipolazione mediatica – leggasi social network – messa in atto dal Tycoon sembra già destinata a diventare molto di più.

I FATTI

Nell’articolo, firmato da Andrew Restuccia, si fa riferimento alla possibilità che una fondazione politica a nome e per conto di Donald Trump possa nascere nei prossimi mesi.

Pare che lui abbia già discusso la cosa con i suoi, e proprio dai social è venuto il nome della sua possibile creatura politica: il “Patriot party”, il Partito dei Patrioti.

Queste voci sembrano confermare quello che lo stesso The Donald ha scritto nel primo tweet postato dopo i fatti di Capitol Hill:

i 75 milioni di grandi patrioti americani che hanno votato per me avranno enorme voce in futuro.

Un indizio, forse, della creatura politica che assieme ai suoi potrebbe tentare di mettere su.

L’IMPEACHMENT

In questa particolare circostanza, però, il plurale è d’obbligo.

Il fatto che gli Stati Uniti si siano fermati un giorno per seguire in diretta l’insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca non ha di certo interrotto la procedura d’impeachment che il parlamento ha imbastito nei confronti di Trump.

Una procedura che potrebbe portare – come molti auspicano – all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per l’ex presidente, e quindi l’impossibilità di ricandidarsi alla presidenza nel 2024.

Se così dovesse essere, allora, ci sarebbe da chiedersi chi sarebbe alla testa di questo nuovo movimento, quello che il prof. Gianluca Pastori dell’Università Cattolica in un articolo su ISPI ha definito “il trumpismo senza Trump”.

Il primo nome che si fa è quello di sua figlia Ivanka, che non ha mai fatto mistero di essere interessata alla carriera politica.

Il “Patriot party”, però, potrebbe essere anche la casa di un altro dei fedelissimi di Trump, uno di quelli che in questi quattro anni ha mostrato un grande attaccamento all’ideologia del Tycoon: l’ex segretario di stato Mike Pompeo.

(Photo by Kim Min-Hee – Pool/Getty Images)

IL PARTITO REPUBBLICANO

La possibilità che Trump possa creare un suo partito, però, fa tremare le gambe al Partito Repubblicano. Il record di 75 milioni di voti ottenuti alle ultime elezioni costituisce per l’ex presidente un enorme bacino da cui attingere.

Stando ad alcuni sondaggi condotti nelle settimane successive al 3 novembre, il 50% degli elettori repubblicani è convinto che la maggioranza di Biden sia stata truccata. La tesi dei brogli portata avanti da Trump ha così tanto credito tra gli elettori del GOP che tantissimi di loro ritengono illegittimo il nuovo presidente.

E non si tratta solamente del migliaio di “riottosi” che ha condotto l’assalto a Capitol Hill il 6 gennaio, ma di un numero incredibile di persone.

A commento di questa possibilità, sulla CNN si legge:

Se Trump esortasse tutti i suoi sostenitori a riunirsi in un partito trumpiano dividerebbe immediatamente il tradizionale voto del GOP in due fazioni. E nessuna di queste fazioni sarebbe abbastanza numerosa da essere la maggioranza in un’elezione generale. Una frantumazione della base repubblicana sostenuta da Trump – o, peggio ancora, una guerra aperta tra il partito Trump e il Partito Repubblicano – potrebbe paralizzare le possibilità che i conservatori riprendano il potere a Washington non per mesi, ma per anni.

I SOCIAL NETWORK

La possibilità di un partito di Trump ha – com’era prevedibile – scosso il mondo dei social network.

Come riportato in un articolo di Forbes, secondo la piattaforma di media intelligence Zignal Labs, nei giorni tra il 19 e il 20 gennaio la ricerca di termini come “Terze parti”, “Nuovo partito” o “Partito patriota” è schizzata alle stelle. Si parla di 131.000 menzioni tra social, trasmissioni televisive e siti online.

In questo momento, l’account Twitter “The Patriot Party” ha quasi raggiunto i 100.000 followers. La pagina Facebook a suo nome – che al momento non risulta visibile sulla piattaforma –ne conterebbe 16.000.

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