Johnson annuncia il lockdown per l’Inghilterra. È possibile un confronto con l’Italia?

Il premier britannico Boris Johnson annuncia il lockdown di un mese per l’Inghilterra. L’Italia, in una situazione simile, seguirà la stessa strada?

I cittadini d’Inghilterra devono rimanere a casa. Lo ha annunciato questa sera il premier britannico Boris Johnson in un discorso alla nazione che ha di fatto fissato un nuovo lockdown in partenza martedì prossimo in tutta l’Inghilterra e destinato a durare fino al 2 dicembre.

La stretta non è come quella già vissuta durante la prima ondata, ma le restrizioni sono comunque pesanti. Si potrà uscire di casa soltanto per:

  • lavorare (se lo smart working non è possibile)
  • andare a scuola (come già accaduto in Francia, le scuole restano aperte, così come i college e le università)
  • fare attività fisica all’aperto
  • motivi di salute
  • acquistare cibo e altri prodotti essenziali
  • prendersi cura degli altri

Pub, bar e ristoranti resteranno chiusi, ma potranno continuare ad operare effettuando consegne a domicilio, mentre dovranno abbassare le saracinesche anche i negozi non ritenuti essenziali e le strutture ricettive.

Il Natale sarà diverso quest’anno, forse molto diverso, ma la mia sincera speranza è che queste azioni permetteranno alle famiglie di tutto il Paese di stare insieme.

Lo ha precisato Boris Johnson in conferenza stampa, spiegando che dopo il 2 dicembre si il lockdown in Inghilterra sarà sollevato e si potrà tornare al sistema in vigore fino ad oggi, quello dei quattro livelli di allerta con misure specifiche da imporre nelle varie aree del Paese a seconda dell’andamento della curva dell’epidemia.

lockdown inghilterra - Andamento epidemia 31 ottobre
La curva dell’epidemia nel Regno Unito

COVID-19, la situazione nel Regno Unito

Poco prima della conferenza stampa di Johnson, le autorità sanitarie del Regno Unito ha ufficializzato oggi 21.915 nuovi casi di COVID-19 nelle ultime 24 ore, circa mille in meno rispetto all’incremento registrato ieri (23.065), ma in linea con l’incremento dei casi nell’ultima settimana:

    20 ottobre 2020: +18.803
    21 ottobre 2020: +21.330
    22 ottobre 2020: +26.687
    23 ottobre 2020: +21.238
    24 ottobre 2020: +20.531
    25 ottobre 2020: +23.012
    26 ottobre 2020: +19.790
    27 ottobre 2020: +20.890
    28 ottobre 2020: +22.885
    29 ottobre 2020: +24.700
    30 ottobre 2020: +23.065

La curva del contagio è in lenta crescita se si escludono i dati odierni. I nuovi positivi sono aumentati del 6,1% rispetto alla settimana 18-24 ottobre, ma a preoccupare sono le percentuali di crescita delle ospedalizzazioni e dei decessi: negli ultimi 7 giorni sono decedute 1.810 persone (+55,2% rispetto alla settimana precedente, 326 soltanto nelle ultime 24 ore) e 9.283 persone sono state ricoverate in ospedale (+29,1% rispetto alla settimana 18-24 ottobre 2020).

lockdown inghilterra - Terapie Intensive 31 ottobre
L’andamento delle terapie intensive nel Regno Unito
lockdown inghilterra - Ospedali 31 ottobre
L’andamento delle ospedalizzazioni nel Regno Unito

COVID-19, è possibile un confronto Italia-Regno Unito?

I numeri assoluti nel Regno Unito sono oggi più bassi rispetto all’Italia e il confronto ci viene più facile anche di fronte ad un numero totale di cittadini non così dissimile (68 milioni nel Regno Unito contro i 60 milioni in Italia secondo i dati di EuroStat del 2019). Ad oggi nel Regno Unito ci sono 10.918 ricoverate per COVID-19 e 978 sono quelle ricoverate in terapia intensiva. In Italia, invece, oggi ci sono 17.966 persone ricoverate per COVID-19 e 1.843 persone in terapia intensiva.

La categoria più a rischio, gli over 65, sono però in numero maggiore in Italia: 23,15% del totale, pari a 13.946.954 di persone contro il 18,15% nel Regno Unito, pari a 11.989.322 persone, sempre secondo i dati di EuroStat. Questo potrebbe spiegare la differenza nel numero delle ospedalizzazioni e dei decessi nei due Paesi

La differenza sostanziale tra i due Paesi, però, è che il Regno Unito ha iniziato ad applicare delle restrizioni già dalla metà di settembre, anche se a macchia di leopardo. Secondo il sistema a quattro livelli introdotto proprio all’inizio del mese scorso, dal 18 settembre si è iniziato a limitare l’attività di pub e ristoranti nel nord-est dell’Inghilterra, fissando la chiusura alle 22. Le misure sono state estese a tutta l’Inghilterra il 22 settembre, ma questo non è servito a rallentare la diffusione del contagio.

Inghilterra Lockdown - Confronto Italia UK

Il 29 settembre nel Regno Unito sono stati registrati oltre 7mila nuovi casi di COVID-19 e per le aree più colpite è arrivata un’ulteriore stretta, quella più difficile da controllare: il divieto di incontrare nei luoghi chiusi persone che non fanno parte del proprio nucleo familiare. I contagi hanno continuato a salire, così come i decessi e i ricoveri ospedalieri, anche se più lentamente rispetto all’Italia.

La stretta definitiva, il lockdown per l’Inghilterra annunciato oggi, è arrivata quando ci si è resi conto che le misure già in vigore non stavano funzionando. L’Italia si è mossa in modo diverso, più blando e sperando fin troppo nella collaborazione dei cittadini. Il DPCM dell’8 ottobre, giorno in cui i nuovi casi erano stati 4.458, ha di fatto rese obbligatorie le mascherine anche all’aperto, ma l’aumento dei contagi è stato costante e per misure ancora più restrittive si è atteso il 18 ottobre (+11.705 nuovi positivi).

Dall’entrata in vigore del nuovo DPCM, a cui ne è seguito un altro il 24 ottobre, i nuovi contagi quotidiani sono raddoppiati e oggi, ad una settimana dalle nuove misure restrittive, l’Italia ha toccato quota +31.079 in appena 24 ore, una cifra mai raggiunta dal Regno Unito, che ad oggi come picco massimo ha registrato 26.687 nuovi casi giornalieri il 22 ottobre scorso.

I due diversi approcci non hanno sortito l’effetto sperato né in Italia né nel Regno Unito. Johnson ha deciso questa sera di imporre un lockdown di un mese per l’Inghilterra, mentre il governo di Conte dovrebbe arrivare a questa decisione nelle prossime ore.

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