Coprifuoco notturno e didattica a distanza in Calabria. Campania, De Luca per il lockdown totale

Coprifuoco notturno e Dad in Calabria, il governatore Spirlì conferma le indiscrezioni di ieri. De Luca: “In Campania lockdown o sarà sfilata di bare”

Coprifuoco notturno e Dad in Calabria, sulla falsariga delle decisioni prese da diverse regioni d’Italia alle prese con l’impennata dei casi di coronavirus degli ultimi giorni. Il presidente facente funzione della Regione Nino Spirlì ha firmato nelle scorse ore l’ordinanza i cui contenuti erano trapelati già ieri, in tarda serata. L’ordinanza anti Covid sarà in vigore da lunedì 26 ottobre fino al 13 novembre prossimo.

Più in dettaglio la Calabria, di fronte al balzo di casi in regione, molto al di sopra la media della prima ondata di Covid, ha deciso per il coprifuoco dalla mezzanotte alle 5 del mattino e di implementare la Didattica a distanza (Dad) nelle scuole, ma solo nelle superiori di secondo grado.

Coprifuoco notturno e Dad in Calabria, Spirlì spiega l’ordinanza

Spirlì in proposito spiega: “Per tutte le altre scuole di ogni ordine e grado, la didattica continuerà a essere esercitata in presenza. È altresì prevista la tutela dei pazienti ricoverati in ospedale con lo stop alle visite parentali, che vale anche per le rsa e per tutti quei luoghi di ricovero dove ci sono categorie svantaggiate”.

Per il lockdown notturno “abbiamo deciso di fermarci dalla mezzanotte alle 5 del mattino. Dobbiamo evitare gli assembramenti soprattutto nelle piazze, nei luoghi pubblici o davanti ai locali, che hanno comunque dato motivo di preoccupazione in tutte le regioni d’Italia e non solo”.

Il presidente f.f. ha aggiunto che: “L’ordinanza di oggi è uno strumento necessario per tutelare la salute di tutti noi calabresi. Non sarà un’ordinanza punitiva. Ci dovrete aiutare a farlo diventare uno strumento di tutela per le persone più deboli, per i nostri anziani, per i nostri giovani, per i padri e le madri di famiglia che, in questo momento, così come tutto il resto degli italiani e degli altri cittadini nel mondo, sono comunque a rischio”.

Campania: De Luca per il blocco totale

Non va certo meglio in Campania, da giorni tra le tre regioni con più nuovi contagi in Italia (ieri 1541 casi e 6 decessi), insieme a Lombardia e Piemonte. Il governatore De Luca in diretta Facebook ha detto che serve un lockdown totale. Si parlerebbe di 30 giorni almeno: “Avevamo immaginato una chiusura parziale ma per i dati che abbiamo non basta più neanche questo. Dobbiamo decidere di chiudere tutto”.

De Luca è pronto a comunicare “al governo non solo la mia richiesta di lockdown su tutta Italia, ma per quel che riguarda la Campania procederemo in direzione della chiusura di tutto. Per l’Italia deciderà il Governo, per la Campania faremo quello che riteniamo giusto per noi. Io credo che dobbiamo chiudere tutto tranne le attività industriali, agricole, dell’edilizia, l’agroalimentare, le forniture agroalimentari, le cose che abbiamo già conosciuto a marzo e aprile. Chiudere tutto tranne che le attività essenziali. Credo che dobbiamo bloccare la mobilità tra regioni e tra comuni, tentando di difendere per quanto possibile le attività produttive”.

Secondo il presidente della regione: “Siamo ancora in tempo, oggi abbiamo una situazione pesante ma non siamo alla tragedia, però siamo a un passo dalla tragedia. Detto in maniera brutalmente chiara, io non voglio trovarmi di fronte qui da noi ai camion militari che portano centinaia di bare di persone decedute”, immagini terribili viste a Bergamo durante la prima ondata di coronavirus.

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