Covid, Ranieri Guerra: “Prime dosi del vaccino a fine anno? È verosimile”

Il vice dg dell’Oms e componente del Cts considera verosimile l’annuncio fatto ieri dal ministro degli Esteri

Il vaccino contro il coronavirus, sicuro ed efficace, arriverà prima della fine dell’anno. Così ha annunciato ieri il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, parlando di prime dosi in arrivo a fine 2020 e di prime vaccinazioni a partire dal 2021.

“Entro la fine dell’anno, grazie all’accordo con Oxford University, avremo le prime dosi del vaccino e dall’inizio dell’anno prossimo inizieremo le vaccinazioni. Finalmente avremo uno strumento pre fronteggiare il virus. Dobbiamo riuscire ad affrontare la primavera con fiducia” ha detto il ministro a Mezz’ora in più, aggiungendo che non ci sarà un nuovo lockdown totale: “L’Italia non se lo può permettere”.

Prime dosi del vaccino, Guerra conferma le parole di Di Maio

Di prime dosi del vaccino disponibili entro fine anno ha parlato stamattina a Radio Capital anche Ranieri Guerra, vice direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts) che supporta il governo.

L’ipotesi secondo Guerra è “verosimile perché c’è uno dei vaccini che ha concluso la fase sperimentale” mostrando che “il vaccino oltre ad essere innocuo è anche efficace. È stato preparato il dossier e trasmesso già da 10 giorni al Regolatorio del farmaco; immagino che la procedura avverrà in modo molto rapido. Se l’autorizzazione sarà concessa, poi sarà esclusivamente un problema industriale, di diffusione commerciale”.

Per quanto riguarda le prossime mosse: “C’è un documento preparato dal Cts preparato che si basa su diversi scenari possibili ma oggi la situazione è ancora abbondantemente sotto controllo. E le nuove misure che il governo si appresta a disporre” servono “contro il rischio di una diffusione comunitaria che non c’e’ ancora. Ancora i focolai sono ristretti, individuati e contenuti”.

Riduzione quarantena da 14 a 10 giorni

Sulla riduzione della quarantena da 14 a 10 giorni Guerra spiega che è stata decisa perché è “cambiato l’accumulo delle evidenze scientifiche che abbiamo. Abbiamo l’evidenza che la percentuale di rischio, anche di chi resta positivo, diminuisce drasticamente. E poi c’è il tampone”.

Per quanto riguarda l’uso della mascherina, obbligatoria per chi fa attività motoria non per chi fa attività sportiva come chiarito dal Viminale, Ranieri Guerra precisa: “può aiutare molto se viene indossata da tutti e in maniera corretta. Quando ci si incontra faccia a faccia la protezione è molto elevata se entrambi la indossano, se uno dei due invece non la indossa, la protezione si riduce, se nessuno la indossa è probabile il contagio”.

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