Bollettino Coronavirus 25 novembre: +25.853 nuovi casi, +722 morti. Ultime notizie

Coronavirus, i dati del 25 novembre 2020: 25.853 nuovi casi e 722 morti, ma scendono i ricoverati con sintomi e crescono notevolmente i guariti.

Il bollettino diffuso dalla Protezione Civile e dal Ministero della Salute sulla diffusione del contagio da coronavirus COVID-19 in Italia conferma il trend in positivo che si sta registrando ormai da qualche giorno per effetto delle misure restrittive in vigore da qualche settimana. I nuovi positivi nelle ultime 24 ore sono stati 25.853, duemila in più rispetto a ieri ma a fronte di ben 42mila tamponi in più, 230.007 contro i 188.659 analizzati nelle 24 ore precedenti.

Anche oggi è la Lombardia a registrare il numero più alto di nuovi positivi (+5.173), in aumento rispetto a quelli comunicati ieri. Seguono la Campania (+2.815) e il Piemonte (+2.878) con un numero simile di positivi e di tamponi eseguiti, circa la metà per ciascuno Regione rispetto a quelli analizzati invece in Lombardia (42.063).

Il numero dei ricoveri continua a far registrare un trend in diminuzione: nelle ultime 24 ore le persone ricoverate per COVID-19 sono state 264 in meno rispetto al giorno precedente e la crescita delle terapie intensive sembra confermare il freno registrato negli ultimi giorni: 32 persone in più sono finite in terapia intensiva per un totale di 3.848 in tutto il Paese.

I decessi sono stati 722, un numero ancora altissimo ma in calo rispetto alle vittime di COVID-19 comunicate ieri dal Ministero della Salute.

Coronavirus, lo schema dei dati del 25 novembre 2020

COVID 25 novembre 2020

Ecco uno schema coi dati più rilevanti del bollettino di oggi sul coronavirus in Italia:

– 25.853 nuovi casi (ieri erano stati 23.232)
– 1.480.874 casi totali
– 722 morti (ieri erano stati 853)
– 52.028 morti in totale
– 31.819 nuovi guariti (ieri erano stati 20.837)
– 3.848 persone in terapia intensiva (+32, ieri erano 3.816)
– 637.149 dimessi e guariti in totale
– 753.536 persone in isolamento domiciliare
– 34.313 persone ricoverate con sintomi (-264, ieri erano 34.577)
– 791.697 attualmente positivi
– 230.007 tamponi effettuati (ieri erano stati 188.659, 20.956.187 in totale)

Coronavirus, la distribuzione in Italia al 25 novembre 2020

COVID 25 novembre 2020

Questa è la distribuzione degli attualmente positivi tra le regioni italiane:

138.029 in Lombardia (+5.173)
77.921 in Piemonte (+2.878)
102.148 in Campania (+2.815)
75.138 in Veneto (+2.660)
72.526 in Emilia-Romagna (+2.130)
86.565 nel Lazio (+2.102)
49.280 in Toscana (+986)
38.320 in Sicilia (+1.317)
14.055 in Liguria (+460)
34.071 in Puglia (+1.511)
16.031 nelle Marche (+448)
17.032 in Abruzzo (+623)
13.536 in Friuli Venezia Giulia (+696)
9.937 in Umbria (+386)
11.600 a Bolzano (+341)
12.697 in Sardegna (+351)
2.447 a Trento (+179)
10.264 in Calabria (+335)
1.683 in Valle d’Aosta (+27)
5.867 in Basilicata (+329)
2.550 in Molise (+106)

Coronavirus, l’appello dei medici: “Le piste da sci devono rimanere chiuse”

Nell’acceso dibattito sulla possibile riapertura degli impianti sciistici in Italia si è inserita oggi anche la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), profondamente contraria al fatto che, seppur tra mille precauzioni, migliaia di cittadini si spostino e vadano a creare assembramenti in un momento di estrema difficoltà per l’intero Paese.

A lanciare l’appello stato il presidente di Fnomceo, Filippo Anelli, chiarissimo nella sua posizione:

Le piste da sci in questa fase vanno tenute chiuse, non c’è dubbio. Il problema non è sciare, è quello che avviene durante le vacanze. Dobbiamo evitare comportamenti come quelli visti in estate.

Il Veneto entra nella fase 5 e Zaia annuncia le micro zone rosse

Sono 76 le morti per COVID-19 registrate in Veneto nelle ultime ore, un numero ancora molto alto che fa associare al governatore Luca Zaia l’emergenza sanitaria ad una guerra destinata a proseguire ancora per qualche mese. Oggi, nell’annunciare il bollettino quotidiano – 2.660 nuovi positivi, 2.529 ricoverati in totale e 324 persone in terapia intensiva – Zaia si è dimostrato più negativo del solito:

Né noi, né voi giornalisti, né i virologi, hanno mai visto una pandemia, l’hanno studiata ma mai affrontata. E siamo in una guerra, 3.500 persone morte non sono nulla, serve rispetto per le persone e per la vita. Noi abbiamo rimandato a casa dei centenari e lo diciamo con orgoglio, questi vecchi sono quelli che hanno fatto grande la nostra comunità.

Zaia, di fronte a questi numeri, ha annunciato che la Regione è entrata nella Fase 5 e che dalle prossime ore verranno istituite delle micro zone rosse nel territorio veneto.

60 milioni di casi nel mondo, picco di morti in Germania

Sono quasi 60 milioni le persone nel mondo che hanno contratto fin qui il coronavirus. È quanto emerge dall’ultimo bollettino diramato dalla Johns Hopkins University. Nello specifico, si tratta di 59.759.494 contagiati e 1,4 milioni di morti. Secondo lo stesso ente, negli Usa nelle ultime 24 ore sono state registrate2.146 nuove vittime di Covid-19 (è la 21a volta che si supera la soglia dei 2.000 morti nel Paese) mente i nuovi casi sono 172.935, per un totale dall’inizio della pandemia di 12.591.163 contagiati. Le vittime complessive sono invece 259.925.

Germania: mai così tanti morti da inizio pandemia

Nella giornata di ieri si è registrato purtroppo il picco di morti in Germania: 410 vittime e 18.633 nuovi contagi recita il bollettino medico dell’Istituto per le malattie infettive Robert Koch. Il numero di decessi rappresenta il punto più alto dall’inizio della pandemia: in totale in Germania hanno contratto il virus 961.320 perone e ne sono morte  14.471.

Boccia: “Attività sciistiche? Ci saranno ristori certi”

In Italia continua a tenere banco la questione relativa agli impianti sciistici, che il governo ha deciso di lasciare chiusi anche sotto Natale. Ne ha parlato stamane il ministro degli Affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, che ha fatto un discorso a 360 gradi, includendo anche tutte le altre attività che stanno subendo perdite per via delle misure restrittive. “Valuteremo insieme non solo le attività connesse allo sci: ci sono alcune attività che dovranno riprendere e che sono chiuse da un mese, non le abbiamo dimenticate. Per tutte queste – aggiunge l’esponente del Partito Democratico -, attività sciistiche comprese, ci saranno ristori certi, ma non abbiamo dimenticato che in alcune Regioni ci sono ristoranti, bar, palestre chiuse, attività economiche chiuse che meritano la massima attenzione e il massimo ristoro”.

Von der Leyen: “Evitare stessi errori dell’estate”

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha rivolto un appello al Parlamento Europeo. “So che chi ha negozi, bar, ristoranti, vuole la fine delle restrizioni – ha ammonito – ma dobbiamo trarre insegnamenti dall’estate evitando di ripetere gli stessi errori. Un rilassamento troppo celere ed eccessivo delle misure diventa un rischio per una terza ondata dopo Natale”.

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