Conte: “Stiamo cercando di evitare il secondo lockdown generalizzato”

Giuseppe Conte enuncia i risultati del governo nella sanità e con i ristori e fa un appello agli italiani per evitare un secondo lockdown

Oltre che dal virus, gli italiani sono spaventati in queste ore dal probabile secondo lockdown. Lo chiedono a gran voce i medici, che non vogliono attendere l’esito delle misure adottate dal governo (per capire se l’ultimo DPCM del 6 novembre abbia avuto effetti positivi occorre aspettare almeno 2-3 settimane), che a sua volta sa bene che una nuova chiusura generalizzata sarebbe una mazzata per l’economia. E i ristori della prima fase non ci sarebbero: basti pensare che con il decreto Ristori sono stati messi a disposizione 5 miliardi, mentre con il Ristori bis ulteriori 2,5 miliardi. Un lockdown sotto Natale, però, costerebbe all’economia secondo Confcommercio qualcosa come 110 miliardi.

È per questo motivo che il premier Giuseppe Conte dichiara oggi a La Stampa di essere al “lavoro per evitare il lockdown totale”. Parlando al quotidiano torinese, il presidente del consiglio conferma di essere preoccupato dalla curva dei contagi, ma anche dalle conseguenze economiche di una nuova zona rossa nazionale: “La curva dei contagi sta salendo ma mi aspetto che nei prossimi giorni, anche per effetto delle nostre misure, cominci a flettere. Il lockdown generalizzato avrebbe costi troppo elevati”, sottolinea, ammettendo comunque di essere pronto a sostenere le categorie colpite dalle chiusure anche “con un nuovo scostamento di bilancio nel 2021”.

Conte: “Terapie intensive raddoppiate dal governo”

Al momento, la preoccupazione maggiore è per i presidi ospedalieri, quelli per i quali è stato fatto poco o nulla durante la prima ondata del virus. “Dobbiamo aspettare e tenere i nervi saldi. Dobbiamo stringere i denti perché i servizi sanitari sono diffusamente sotto stress”, aggiunge Conte, che poi sostiene di aver migliorato le condizioni del sistema sanitario nazionale. “Abbiamo raddoppiato i letti di terapia intensiva, immesso nei servizi sanitari oltre 36mila tra medici e infermieri, decuplicato la capacità di effettuare tamponi. Dobbiamo fare di più, ma siamo uno Stato di diritto, non invadiamo arbitrariamente la sfera personale dei cittadini”.

Come in ogni suo discorso, non poteva mancare poi un appello agli italiani, affinché siano prudenti e responsabili nel rispettare le misure restrittive. Quanto ai ristori, “le cifre, i contributi dei due decreti ristori non sono affatto esigui. Ad esempio, gli indennizzi che stiamo erogando corrispondono al doppio di quelli già ricevuti in estate per molte categorie come ristoranti, palestre, piscine,teatri. A ciò si aggiungono le ulteriori misure quali crediti d’imposta sugli affitti commerciali, la cancellazione della seconda rata Imu, la sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali per novembre”, conclude.

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