Conte: “Si può differenziare per province. A Natale no a socialità scatenata”

Giuseppe Conte, intervenendo all’Assemblea annuale dell’Anci, ha parlato del Recovery Fund, dei ristori e dei colori delle Regioni.

Tanti gli argomenti toccati dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte questa mattina intervenendo a un collegamento, nell’ambito dell’Asseblea annuale dell’Anci, con il Presidente dell’Anci, il sindaco di Bari Antonio Decaro, e la giornalista del Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini.

Conte, all’inizio del suo intervento, si è rivolto direttamente a Decaro e ai sindaci, dicendo:

Siete il presidio di legalità sul territorio, la spina dorsale della PA. Abbiamo dialogato con voi fin dall’inizio. La sinergia tra i vari livelli dell’amministrazione dello Stato è fondamentale per migliorare le performance di tutto il sistema Italia, sia in questo periodo per affrontare la pandemia, sia in prospettiva.

La fake news sul ritardo dell’Italia sul piano di ripresa e resilienza

Il Premier ha poi voluto fare una precisazione su alcune notizie apparse oggi sulla stampa:

I sindaci saranno assolutamente protagonisti del Recovery Fund, non potrebbe essere diversamente. Oggi è stata pubblicata su un quotidiano una fake news: l’Italia in ritardo sul piano di ripresa e resilienza. È una notizia inventata di sana pianta. L’Italia ha presentato le linee guida a Bruxelles e le nostre linee guida sono state condivise da un passaggio parlamentare molto elaborato e costruttivo. Noi stiamo lavorando settimanalmente con la Commissione. Ieri sera, fino alle 23, abbiamo avuto una riunione interna per definire la struttura interna per fare in modo che questo piano possa ricevere una rapida attuazione.

Poi ha aggiunto:

I Comuni saranno protagonisti perché il fondo servirà per realizzare progetti di investimento sulle scuole, sulla mobilità locale, sulla creazione di ciclovie, sulla riforestazione urbana, sulla digitalizzazione dell’amministrazione locale.

E ha lanciato una frecciata contro i Paesi sovranisti, in particolare Polonia e Ungheria, che rischiano di tardare l’approvazione del Recovery Fund, danneggiando tutti gli altri Paesi UE:

Dobbiamo augurarci che non vengano ritardi da quel soffio di sovranismo che ancora alita, in via marginale, in Europa. Oggi avrò una videoconferenza nell’ambito del Consiglio Europeo Straordinario. Polonia e Ungheria minacciano di porre un veto al piano quadriennale, rallentando l’approvazione del Recovery Plan europeo.

Ristori per le attività economiche e Tosap sospesa

Il Presidente dell’Anci Decaro ha poi ricordato che i sindaci stanno facendo delle richieste al governo per aiutare le attività economiche delle proprie città:

Noi stiamo chiedendo al governo di esentare le attività dal pagamento di tasse che al momento sono inique, come quella sull’occupazione del suolo pubblico.

E il Premier Conte ha risposto:

È giusto che i sindaci possano anticipare dei fondi per l’emergenza alimentare. Dobbiamo essere veloci: il modo più veloce dovrebbe essere questo, potrei prendere l’impegno a inserire una norma nel prossimo decreto ristori-ter di consentire ai comuni di anticipare delle somme che saranno restituite nel 2021. E posso prendermi l’impegno anche a sospendere la Tosap.

Poi ha aggiunto:

Abbiamo già stanziato circa 300 milioni per queste agevolazioni, possiamo impegnarci a riproporle anche per il 2021. Noi ci siamo, lavoriamo con voi. Abbiamo lo stesso obiettivo: mettere in sicurezza il Paese e rilanciare le attività economiche, sociali e anche culturali.

La chiarezza sui “famosi” 21 parametri

Decaro ha poi chiesto ulteriore chiarezza sui 21 parametri in base ai quali viene stabilito il colore delle regioni:

Noi stiamo chiedendo al governo di rendere trasparenti i dati legati ai parametri ai quali si legano le restrizioni. Lo avevamo chiesto già nella fase delle riaperture di individuare dei parametri. Adesso ci sono questi 21 parametri che ci indicano il rischio, che cambia da zona a zona, contemporaneamente c’è l’indice Rt, messi insieme si individuano le restrizioni. A noi questo sistema sta bene, perché ci sono dei parametri oggettivi, ma rendiamoli chiari, trasparenti, facciamoli capire ai cittadini. In questo modo si sentiranno responsabilizzati i Presidenti di Regione e anche i cittadini a rispettare le restrizioni. Ovviamente anche noi sindaci, che possiamo prendere ulteriori provvedimenti per abbassare l’indice Rt. Se non rendiamo trasparenti questi parametri, rischiamo che i colori delle regioni dipendano da fattori politici.

E su questo punto il Premier Conte ha spiegato:

Quando noi abbiamo deciso di creare questo sistema di monitoraggio molto elaborato, sperimentato nell’arco di sei mesi, lo abbiamo ritenuto sufficientemente affidabile per dosare sulla base di esso le misure restrittive, abbiamo sempre avuto in mente che il sistema deve essere chiaro e trasparente. Nel frattempo è stata ripresa l’abitudine dei due appuntamenti settimanale con Brusaferro e Locatelli per spiegare i parametri e l’esito del monitoraggio. Il Presidente De Caro ha ragione, bisogna rendere chiari questi meccanismi a tutta la popolazione, ma parliamo di algoritmi ed è complicato spiegarli. Ricordiamoci sempre che nella Cabina di regia ci sono tre rappresentanti delle Regioni che hanno partecipato a tutta la messa in funzione di questo sistema. Sono comunque d’accordo che dobbiamo fare di più, ma attenzione che questa chiarezza e trasparenza non diventi confusione. Io sento tanti esperti o pseudo esperti che dicono che i parametri non vanno bene, ne suggeriscono altri e via discorrendo, ma così si crea confusione.

Poi ha aggiunto:

Il meccanismo di monitoraggio è tarato su base provinciale, quindi è pensabile di poterne dosare l’applicazione, differenziando in una regione le aree più critiche da quelle con un livello di rischio sensibilmente inferiore e che non meritano una penalizzazione come le altre province. Questo si può fare, è un meccanismo previsto dal DPCM, ma occorre una richiesta da parte del Presidente di Regione e poi il ministro della Salute può muoversi in questa direzione.

Che cosa aspettarsi per Natale

Al Premier è stato ovviamente chiesto come si può immaginare il periodo natalizio, visto che al momento il governo è lavoro su un nuovo DPCM che possa prevedere l’allentamento di qualche restrizione dal 3 dicembre e lui ha risposto:

È ovvio che c’è grande attenzione su una festività che è forse la più sentita. In questo momento nessuno, neppure gli scienziati, si avventurano a dire quale sarà l’andamento della curva a Natale, quindi dobbiamo arrivare in prossimità e capire come dosare gli interventi. Ci stiamo preparando a vari scenari, ma in questo momento non possiamo prevedere quale sarà la situazione epidemiologica in prossimità delle festività natalizie. A Natale dobbiamo già predisporci a passare le finalità in modo più sobrio rispetto agli anni passati: veglioni, festeggiamenti, baci e abbracci non sono possibili. Occorre buonsenso. Voi immaginate una settimana di socialità scatenata significherebbe pagare a gennaio un innalzamento della curva e non ce lo possiamo consentire, sarebbe folle. Dobbiamo predisporci a un Natale più sobrio, ma ci auguriamo comunque che l’economia possa svilupparsi, ma certo baci abbracci, festeggiamenti, festoni e festivi non sono immaginabili.

Conte: “Tornando indietro rifarei le stesse scelte”

Infine a Conte è stato chiesto se c’è qualcosa, anche molto piccola, di cui è particolarmente fiero e qualcos’altro che, invece, non rifarebbe, e lui ha risposto:

Io sono fiero di una cosa grande, del mio Paese, di essere cittadino italiano e di avere l’onore di questo alto incarico pubblico. Questo senso di appartenenza mi riempie di orgoglio. Qualcosa che non rifarei? Non ritengo di essere infallibile, ma non è questione di essere presuntuosi, noi abbiamo adottato un metodo, le nostre decisioni hanno una base scientifica, quindi tornando indietro non posso dire ‘questa scelta non la rifarei’, poi con il senno di poi si può rimettere in discussione tutto, ma considerati gli elementi che si avevano a disposizione al momento della presa delle decisioni non agirei diversamente. Non abbiamo mai agito in modo sconclusionato, avventato, né, come qualcuno ha detto, guardando i sondaggi.

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