Nuovo DPCM, il governo lavora alle prime riaperture per il Natale

Il governo sta già lavorando ad un nuovo DPCM che dovrebbe entrare in vigore dal 3 dicembre coi primi allentamenti in vista del Natale.

Il governo di Giuseppe Conte sta lavorando in queste ore ad un nuovo DPCM che dovrebbe entrare in vigore dal 3 dicembre prossimo, alla scadenza di quello firmato il 3 novembre scorso con validità di 30 giorni. Il nuovo DPCM, sulla base dell’andamento dell’epidemia in Italia e dei risultati ottenuti dal precedente, dovrebbe regolare la nostra vita per il prossimo mese, durante il Natale e subito dopo le festività natalizie.

Al momento, anche perché di fatto mancano ancora più di due settimane, le certezze sono poche, le indiscrezioni tante come al solito. Tutto dipenderà, è evidente, da quale sarà la situazione nel nostro Paese, si spera migliore di oggi. L’obiettivo è duplice: ridurre la pressione sulle attività economiche e dare ai cittadini un po’ di respiro durante il periodo natalizio, facendo però assoluta attenzione a non ripetere i colossali errori del periodo estivo.

Nuovo DPCM, CTS: “Non possiamo fare un Natale da liberi tutti”

Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico che da mesi sta affiancando il governo nelle dure decisioni da prendere, ha precisato questa mattina a SkyTG24 che ci saranno delle riaperture, ma sempre con la massima cautela:

Anche io sono abituato a Natale a fare il cenone con 20 persone, ma quest’anno non si può. Si riaprirà qualcosa, in alcune aree già dal 3 dicembre. Ma non possiamo fare un Natale da liberi tutti, abbiamo fatto un’estate da liberi tutti e abbiamo avuto conseguenze durissime. Quindi anche per lo shopping speriamo di non vedere quelle scene di resse nei negozi per accaparrarsi offerte, non ce lo possiamo permettere.

Nuovo DPCM, più libertà per il Natale nelle zone gialle e arancioni

L’allentamento delle misure dovrebbe riguardare in particolare le Regioni che al 3 dicembre si troveranno in zona arancione e in zona gialle. Per queste ultime si sta già discutendo della possibilità di permettere l’apertura serale a bar e ristoranti, mentre per le zone arancioni potrebbe essere disposta un’apertura parziale, almeno durante la giornata, dei ristoranti, così da permettere loro almeno di effettuare il servizio del pranzo.

Un altro punto in discussione riguarda il coprifuoco, che potrebbe esser posticipato di una o due ore, sempre lasciando in vigore il divieto di assembramento in tutto il territorio italiano e il divieto di sosta di fronte ai locali.

Tutto dipenderà, ovviamente, dall’andamento dell’epidemia di COVID-19 nel nostro Paese nel corso delle prossime due settimane.

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