Caos M5S dopo il rinvio del voto sul governo deciso da Grillo

La nuova posizione di Grillo su Draghi e il nuovo esecutivo accentua la frattura interna a M5S. E il rinvio del voto fa scoppiare il caos

La tensione è ormai alle stelle all’interno di M5S. Ieri sera, dopo aver incontrato per la seconda volta il premier incaricato Mario Draghi, e mentre migliaia di sostenitori del Movimento 5 Stelle erano in attesa della formulazione del quesito sulla piattaforma Rousseau per esprimersi sul supporto al governo dell’ex Presidente della BCE, Beppe Grillo ha sorpreso tutti annunciando l’intenzione di rinviare quella votazione.

L’ufficialità è arrivata questa mattina, quando sul BlogDelleStelle è comparso un breve messaggio:

Il voto sul governo previsto dalle ore 13.00 di oggi è temporaneamente sospeso. I nuovi orari di inizio e termine votazione saranno successivamente comunicati.

Nessun dettaglio sul perchè del rinvio, se non quel video pubblicato da Beppe Grillo in cui il co-fondatore del Movimento 5 Stelle era arrivato a definire Mario Draghi un “grillino“:

Io aspetterei che questa persona faccia le dichiarazioni che ha fatto a noi in modo pubblico. Mi aspettavo il banchiere di Dio, invece mi sono trovato davanti un grillino. Gli ho detto di lasciar fuori la Lega, di ambiente non sa niente.

L’evento V-day contro Draghi

Le parole di Beppe Grillo sono arrivate mentre era in corso il Vaffa Day contro Draghi, l’evento digitale annunciato in fretta e furia ieri mattina e svoltosi con successo via Zoom in serata, con centinaia di partecipanti tra eletti M5S e i militanti del Movimento, da Barbara Lezzi a Elio Lannutti, passando per Alvise Maniero, Andrea Colletti, Mattia Crucioli, Elena Botto e Leda Volpi.

Questa mattina la senatrice Lezzi ha condiviso su Facebook l’editoriale di Marco Travaglio che ben riassume al momento la posizione della fronda di M5S – “I numeri in Parlamento e nel governo sono contro i 5Stelle“, “Che senso ha piazzare qualche ministro, magari nei posti sbagliati, per poi assistere impotenti ai nuovi e vecchi alleati che giocano a bowling con le loro conquiste?” – mentre il senatore Mattia Crucioli è stato ben più duro e ha parlato di “requiem per la democrazia diretta”:

Grillo ha affermato che per votare occorre prima sapere se Draghi escluderà o meno la Lega e se accetterà alcuni dei punti programmatici proposti dal moVimento. Senonché, ciò che tanti iscritti contestano ed intendono contrastare è la nascita di un Governo con un Presidente del Consiglio che abbia un pregresso inconciliabile con i principi del moVimento, che sia portatore di interessi elitari confliggenti con quelli che abbiamo sempre difeso, che non sia espressione di alcuna forza politica democraticamente rappresentativa, che si accinga a guidare un’accozzaglia di partiti con visioni diametralmente confliggenti tra loro e che tutto ciò sia il risultato di una “congiura di palazzo” abilmente orchestrata da molti ed eseguita da Renzi. Contrariamente a quanto affermato da Grillo, la partecipazione della Lega al Governo e la pubblicazione di un programma ben confezionato risultano irrilevanti ai fini della votazione che era stata indetta e che, in conformità allo statuto del m5s e al fondativo principio di democrazia diretta, avrebbe dovuto dettare la linea politica da tenere.
La bandiera del moVimento è stata ammainata e occorrerà ripartire da zero.

REQUIEM PER LA DEMOCRAZIA DIRETTA.L'annullamento delle votazioni su Rousseau programmate per il 10 e 11 febbraio (oggi…

Posted by Mattia Crucioli M5S on Wednesday, February 10, 2021

La posizione di Crucioli è condivisa anche da altri deputati e senatori del Movimento 5 Stelle, che questa mattina stanno condividendo l’editoriale di Travaglio. La frattura già emersa da settimane all’interno del Movimento 5 Stelle è stata accentuata dal cambio di posizione di Grillo di quest’ultima settimana, al punto da spingere oggi il garante del Movimento a tentare un primo riparo.

Memento Monti(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) 10-2-2021Se anche gl’iscritti 5Stelle gli diranno sì, Mario…

Posted by Elio Lannutti on Tuesday, February 9, 2021

Il tentativo di Grillo di mettere una toppa al buco

Beppe Grillo ha ripreso in mano le redini del Movimento 5 Stelle, certo che la sua presenza avrebbe placato un po’ gli animi e che ogni decisione presa dall’alto, anche se in palese contraddizione con le posizioni storiche di M5S, sarebbe stata accettata senza troppi mal di pancia. Così non è stato e dopo il rinvio del voto su Rousseau che ha accentuato la frattura ha provato a spiegarsi meglio con un lungo post su BlogDelleStelle in cui spiega che l’eventuale partecipazione di M5S al governo di Draghi potrebbe portare all’istituzione di un Super-Ministero per la transizione ecologica che fonda insieme le competenze per lo sviluppo economico, l’energia e l’ambiente.

È quello che la delegazione pentastellata avrebbe chiesto a Draghi e questo, secondo Grillo e anche Vito Crimi che condivide la stessa posizione, sarebbe sufficiente a chiudere un occhio sul resto, incluso ritrovarsi in un esecutivo appoggiato anche da Salvini e Berlusconi. Grillo si spertica nell’illustrare tutti i vantaggi che un Super-Ministero per la transizione ecologica potrebbe portare all’Italia e chiede tempo: aspettiamo che Mario Draghi rilasci qualche dichiarazione e poi valutiamo come procedere.

Il cambio di posizione di Grillo e questo rinvio a sorpresa della votazione che avrebbe consentito agli iscritti a M5S di avere voce in capitolo, però, potrebbe aver rafforzato il fronte dei no al governo Draghi e l’esito di una possibile votazioni potrebbe non essere così scontato come immagina (o meglio, spera) Grillo.

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