Regioni chiedono al governo nuovi parametri di assegnazione delle zone

Tra le modifiche chieste dalle regioni dopo l’Epifania un diverso metodo di calcolo dei tamponi, che influisce sul tasso di positività, quindi sul colore

Le Regioni chiedono al governo di rivedere i parametri che stabiliscono l’assegnazione delle zone gialle, arancioni e rosse nell’ambito del monitoraggio della Cabina di regia in relazione all’epidemia di Covid-19 in Italia. Il documento delle Regioni, che mette in discussione i 21 indicatori di zona finora utilizzati, è ora al vaglio dell’Istituto superiore di Sanità.

Tra le modifiche chieste dalle regioni, secondo quanto riferisce l’Ansa, c’è un diverso metodo di calcolo dei tamponi antigenici e molecolari effettuati, che influisce sul tasso di positività (in salita ieri oltre il 12%) quindi sul colore assegnato a una data zona/regione.

Le regioni chiedono anche la ridefinizione dei “casi” e delle stesse strategie operative di esecuzione dei tamponi. Ieri il ministro della Salute Roberto Speranza aveva ribadito, come già detto nei giorni precedenti, che dal 7 gennaio l’Italia tornerà alla divisione in zone e che resterà il coprifuoco.

“Finché i vaccini non produrranno un impatto epidemiologico sulla popolazione, l’unica cosa che funziona sono le misure restrittive. L’indice Rt dà segni di ripresa, dopo la Befana dovremo ripristinare il modello delle fasce di rischio e confermare le misure base delle zone gialle. Sì, ristoranti e bar chiusi alle 18, chiusi piscine, palestre, cinema, teatri, stadi. Siamo ancora dentro la seconda ondata, Londra torna verso misure molto dure e anche noi abbiamo ancora troppi casi e troppi morti”, ha spiegato il ministro.

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