Zone bianche: le regole concordate da governo e Regioni

Raggiunta l’intesa tra governo centrale e regioni: le regole da applicare in zona bianca, lo scenario con meno restrizioni

Governo centrale e Regioni hanno raggiunto l’intesa sulle regole da seguire nelle zone bianche, lo scenario con restrizioni minori e nel quale si troveranno a partire dalla prossima settimana già Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Molise. Rimangono sostanzialmente inalterati gli obblighi di utilizzare le mascherine, mantenere il distanziamento, areazione e sanificazione, oltre al monitoraggio dell’andamento dei contagi, ma per il resto sarà tutto aperto e non è previsto il coprifuoco.

Piscine e palestre: cambiano le linee guida

In buona sostanza, non ci sono tantissime differenze rispetto alla zona gialla, che si fa via via meno restrittiva. La differenza sta soprattutto nel coprifuoco che nelle zone bianche viene anticipato rispetto alla data del 21 giugno, quando sarà eliminato in tutte le Regioni. Quanto alle varie attività, rimangono in vigore i protocolli attuali stilati assieme al Comitato Tecnico Scientifico: stiamo parlando di ristorazione, commercio, attività sportive etc. Cambia il protocollo relativo a palestre piscine e centri benessere, in cui – si legge –  “deve essere preclusa la fruizione delle docce. Inoltre, negli spogliatoi deve essere vietato il consumo di cibi”. Dalle nuove linee guida emerge che il CTS raccomanda di non utilizzare gli spogliatoi in palestra, mentre è possibile fruirne in piscina. Restano chiuse le discoteche.

Zone bianche: le regole

“Fermo restando il rispetto degli obblighi di legge – recita il documento diramato dal Ministero della Salute – in zona bianca relativi all’utilizzo delle mascherine, al distanziamento per scongiurare gli assembramenti, all’aereazione e alla sanificazione e la necessità di assicurare un attento monitoraggio dell’evoluzione dei contagi nei singoli territori regionali, si ritiene opportuno condividere sin d’ora le seguenti misure per la zona bianca: superamento delle limitazioni orarie alla circolazione e alle attività; anticipazione al momento del passaggio in zona bianca delle riaperture delle attività economiche e sociali per le quali la normativa vigente dispone già la riapertura in un momento successivo”.

Alla conclusione dei lavori, il ministro Roberto Speranza ha espresso tutta la sua soddisfazione mista alla solita prudenza: “Sono soddisfatto dall’intesa con le Regioni e l’Istituto superiore di sanità sulle zone bianche. C’è la consapevolezza che serve ancora prudenza e gradualità”, ha sottolineato.

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