Zona rossa: il Tar dell’Aquila sospende l’ordinanza dell’Abruzzo

L’Abruzzo torna zona rossa perché il Tar dell’Aquila ha sospeso l’ordinanza con cui Marco Marsilio faceva diventare arancione la sua regione.

Il Tar dell’Aquila ha deciso: l’Abruzzo torna zona rossa fino a quando non sarà un’ordinanza del ministero della Salute a decretarne ufficialmente il passaggio nell’area arancione. Il Presidente del tribunale amministrativo abruzzese Umberto Realfonzo ha già emesso il suo decreto monocratico sul dopo l’udienza telematica di questo pomeriggio.

Ricordiamo che il governo aveva presentato ricorso contro l’ordinanza con cui il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio decretava il passaggio da zona rossa a zona arancione già da lunedì scorso. I ministri della Salute Roberto Speranza e degli Affari Regionali Francesco Boccia avevano immediatamente inviato al governatore una lettera di diffida, sottolineando che, nel caso in cui si fossero verificati nuovi contagi a causa delle aperture previste da questo cambio di colore, solo la Regione si sarebbe dovuta considerare responsabile.

Secondo il governo l’Abruzzo sarebbe dovuto tornare area arancione da mercoledì, scorso, ma ora, ovviamente, il ricorso ha allungato i tempi. Sui siti del governo e del Ministero dell’Interno l’Abruzzo, infatti, è sempre rimasto indicato come zona rossa, nonostante la regione vivesse ormai da area arancione grazie alla decisione del proprio governatore.

Marsilio: “Il governo ci rimanda in zona rossa per un giorno”

Intorno alle 20:30 di stasera è arrivata, via Facebook, la reazione di Marco Marsilio, che ha scritto:

La pervicace azione del governo produce come risultato l’insensato e schizofrenico ritorno in zona rossa, per un giorno, di una regione che da due settimane mostra valori stabilmente arancioni, ormai persino tendenti al giallo. Dopo che il Tar ha negato per due giorni l’esistenza di un “pericolo” così grave da giustificare un provvedimento d’urgenza, era chiaro che oggi il governo avrebbe potuto provocare solo il risultato di vedere una regione cambiare colore tre volte in tre giorni. Incuranti delle conseguenze pratiche nella vita delle persone, pur di poter esibire lo scalpo del reprobo Abruzzo.

E ha aggiunto:

Mi sento con la coscienza a posto: ho tutelato la salute dei cittadini adottando senza indugio le misure restrittive necessarie, e ho agito di conseguenza quando i dati mostrano un numero di guariti doppio o triplo dei nuovi contagiati da una settimana, tenendo conto della tenuta economica del territorio.

Il Presidente della Regione Abruzzo ha poi concluso:

A un atteggiamento pragmatico e aderente alla realtà dei fatti, il governo preferisce una rigida e tetragona applicazione burocratica delle norme. Rifiutandosi, come ha fatto sin dal 2 dicembre scorso, di applicare un potere di deroga che è previsto dalle norme stesse, senza dare nessuna spiegazione di questo rifiuto.

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