Test di massa anti-COVID in Valle D’Aosta: Arcuri dà il via libera

La Valle D’Aosta ha ottenuto il via libera per testare in massa i cittadini, come già fatto dall’Alto Adige: test anti-COVID per 84mila persone.

La Valle D’Aosta si prepara a seguire l’esempio dell’Alto Adige ed eseguire test anti-COVID, su base volontaria, sull’intera popolazione della Regione. La richiesta presentata nei giorni scorsi al Commissario straordinario per l’emergenza COVID Domenico Arcuri è stata accettata e la macchina organizzativa può mettersi in moto.

L’obiettivo è quello di sottoporre al tampone rapido almeno il 70% dei cittadini residenti in Valle D’Aosta con un’età superiore ai 5 anni e programmare il test di massa in un solo fine settimana, proprio come fatto dall’Alto Adige pochi giorni fa.

La campagna di test di massa sarà volontaria, ma l’augurio delle autorità della Valle D’Aosta è che aderiscano almeno 84mila persone, ad eccezione ovviamente di quelle che si trovano in quarantena perché positive al COVID-19 o perché contatti diretti di positivi. A questo proposito il Commissario Arcuri ha prontamente disposto l’invio in Valle D’Aosta di 60mila kit antigienici rapidi che si aggiungeranno a quelli già a disposizione delle autorità sanitarie locali e che saranno sufficienti anche in caso di un’adesione oltre le aspettative.

Test di massa in Valle d’Aosta: l’avvio dipenderà dal DPCM

La Valle D’Aosta oggi è una delle cinque Regioni italiane ancora classificate come area rossa e un’operazione come quella in programma, che mobiliterà di fatto la quasi totalità dei cittadini, non sarà possibile fino a quando il livello di allerta non passerà almeno ad un livello inferiore.

Anche in zona arancione, però, gli spostamenti tra comuni saranno limitati e questo significa che prima di fissare le date dei tre giorni in cui far partire i test di massa – venerdì, sabato e domenica, così da impattare il meno possibile sui lavoratori e l’attività scolastica – sarà necessario attendere la firma del nuovo DPCM e l’aggiornamento della classificazione delle aree di rischio.

Solo a quel punto, in base al colore assegnato alla Valle D’Aosta, si potrà capire come organizzare la campagna di test e quali indicazioni fornire ai cittadini che vorranno prendervi parte.

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